Tutti noi oggi dobbiamo mettere in campo le nostre armi più potenti contro questi piccoli esseri, tra il vivente e l’inanimato, che chiamiamo virus.
Virus, dal latino. Significa veleno. Un veleno invisibile e perciò temibile. Ma qualcuno questi virus, che girano per il mondo facendo i loro interessi di specie, li vede benissimo. Sono i nostri amici del sistema immunitario, il nostro esercito interno che combatte ogni giorno per noi battaglie silenziose, di cui noi percepiamo spesso solo echi lontani: un leggero mal di testa, una strana spossatezza, una nausea passeggera, un lieve giramento di testa , qualche linea di febbre che a volte dura magari lo spazio di una notte e poi se ne va.

Ma a volte, invece, gli echi della battaglia arrivano potenti. Siamo a letto. Bloccati, malattia conclamata e immobilizzante.

Ecco, io direi che da queste premesse anche Cavoloverde può e deve dire due parole, e le dice partendo dal come questo esercito silenzioso e potente – il sistema immunitario – debba sempre essere tenuto in condizioni di massima efficienza. Come deve e può diventare temibile all’occhio dei virus e dei batteri che tendono a fare i loro interessi vitali che spesso non sono i nostri purtroppo?

Prima qualità di questo esercito deve essere la prestanza fisica. Se noi siamo immobili e mollicci, il nostro esercito sarà lento, immobile e molliccio. Con più noi saremo scattanti e in forma con più lui sarà in forma.
Non stare mai fermi. Fare più attività fisica possibile. All’aperto, in luoghi silenziosi e sani. Sudando, facendo fatica. Senza fatica il muscolo non impara nulla e di conseguenza il corpo intero non avrà un esercito efficiente. E l’occhio aiuta molto il corpo se vede intorno a sé boschi e non solo palestre odoranti di disinfettanti con sottofondo di afrori misti.

L’esercito immunitario va certo allenato, ma va anche nutrito.

Un soldato che ha fame è debole, combatte male e basta una sberla ben data per abbatterlo. Noi abbiamo bisogno di soldati che nemmeno di fronte ad una badilata in pieno viso si possano fermare. Perciò è necessario nutrire tutti i soldati del nostro esercito interno con alimenti veri: latte vero, carne vera, vegetali che abbiano ragionato con i terreni e avuto vita sociale – biodiversità – diffusa. La monocoltura è un manicomio vegetale incapace di difendersi, sappiatelo. Stessa cosa vale per i lager dell’allevamento intensivo: non aiutano anzi spesso non servono e qualche volta danneggiano.

Consumiamo sempre vita vera, che si sia potuta difendere da sola il più possibile e abbia ragionato e combattuto in un campo, un pascolo o in una foresta per farlo.

Solo questa potrà insegnare qualcosa al nostro esercito interno. La vita sana ed efficiente si ciba di vita sana ed efficiente, non di malati fisici e mentali; siano essi animali o vegetali. Un pollo o un fagiolo, il primo vissuto in un lager senza luce e il secondo in un campo di sterminio quali sono le nostre monocolture oggi, non hanno mai ragionato in vita loro e renderanno il nostro esercito impotente e stupido.
Consumate e cercate carne furba e acuta, verdure spontanee che non abbiano avuto paura di nulla. Vite vegetali o animali che si siano sapute difendere con forza e coraggio da vento, freddo, caldo, sole e attacchi virali o batterici. Questi saranno nemici scaltri e imbattibili e i virus avranno vita dura, molto dura. Credetemi.

  • Articoli
Vive in Austria, a Vienna, dal 2014. Studia, scrive e collabora con le sue “ragazze ronzanti” che volano e producono mieli nelle foreste viennesi. Api-cultore, mielosofo, amante della Sapienza applicata al cibo. Libero pensatore nato a Mantova nel secolo scorso. Dice di se: “Vengo… non so da dove. Sono… non so chi. Muoio… non so quando. Vado…non so dove. Mi stupisco di essere lieto.
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