Come abbiamo potuto constatare la scorsa settimana, le api hanno un olfatto molto sensibile, degno di Cyrano de Bergerac.

Parliamo ora anche di quello delle vostre api che spesso hanno, magari, strane reazioni o comportamenti aggressivi verso di voi che le invitate a collaborare, specie nei primi contatti affettuosi che state avendo con loro.
Dico e chiedo questo perché vi è una regola fondamentale per andar d’accordo con gli sciami: loro amano avere a che fare con chi ha su di sé un odore il più possibile umano, senza stratagemmi coprenti quali: dopo barba, acque di qui e acque di là, deodoranti vari o indumenti profumati di fresco pulito. Questi profumi normalmente le mettono a disagio, spesso le innervosiscono molto e infine non vi fanno “riconoscere”.

Sì perché, dopo quello che vi dirò, posso anche affermare, con buona probabilità di dire il vero, che quando operate da tempo con loro con le corrette attenzioni loro quel vostro odore unico, insieme a quello dei vostri guanti e della vostra tuta, lo riconoscerebbero tra mille.

Perché quel cervellino d’ape che è grande come un granello di sabbia ha una specializzazione sugli odori e il loro riconoscimento veramente straordinarie.

Innanzitutto le api sanno costruire delle mappe olfattive che sono mappe neuronali abbastanza complicate, mappe che anche noi umani sappiano costruire nel nostro cervello.
Le api ovviamente non hanno un naso, ma hanno le antenne che funzionano come e meglio di un naso. Le antenne sono il loro naso.
Inoltre le api hanno una capacità che noi non abbiamo: possono percepire gli odori spazialmente. Si chiama “senso topochimico”. Esplorano lo spazio e, percependone gli odori in modo raffinatissimo, cosa che noi non sapremmo mai fare, li collocano poi in una mappa mentale che memorizzano spazialmente. Per questo trovano sempre il giusto fiore fonte di nettare che ha spesso fragranze a noi impercettibili.

Questo incredibile olfatto lo usano anche dentro l’alveare. Ma per conoscere questo segreto dovrete aspettare un’altra settimana…

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Vive in Austria, a Vienna, dal 2014. Studia, scrive e collabora con le sue “ragazze ronzanti” che volano e producono mieli nelle foreste viennesi. Api-cultore, mielosofo, amante della Sapienza applicata al cibo. Libero pensatore nato a Mantova nel secolo scorso. Dice di se: “Vengo… non so da dove. Sono… non so chi. Muoio… non so quando. Vado…non so dove. Mi stupisco di essere lieto.