È uno degli argomenti più discussi negli ultimi anni: la farina d’insetti per uso alimentare. Sono sicuri? Sono buoni? Perché mangiarli? Queste sono solo alcune delle domande che ci poniamo quando se ne parla. Eppure, inseriti nella categoria “novel food”, cioè quei prodotti e sostanze che non hanno una storia di consumo significativo nell’Unione Europa, sembra sempre più vicino il momento in cui li vedremo anche sui banchi dei supermercati.

Qualche giorno fa, noi di Cavolo Verde abbiamo partecipato alla presentazione di “Hop for the future”, il progetto nato dalla collaborazione tra supernaturale e Small Giants per promuovere e valorizzare le proteine edibili da insetti. Abbiamo assaggiato in anteprima High Protein Fusilli la pasta made in Italy a base di farina di grilli con il 22% di proteine e ricca di Vitamina B12. Ora vi diciamo cosa ne pensiamo.

High Protein Fusilli è una pasta normalissima, molto simile nell’aspetto, nel gusto e nella consistenza a quelle fatte con farine integrali. Se non sapessimo che contiene una percentuale di farina ricavata dagli insetti, neanche ce ne accorgeremmo. Idem per gli snack, che abbiamo assaggiato nelle varianti al rosmarino e pepe e lime. Abbiamo provato i fusilli in due versioni: lessati con un po’ di olio a crudo e fritti accompagnati da maionese come se fossero patatine. Davvero ottimi. Quello che, tra l’altro, colpisce di più non è solo la normalità del sapore, ma anche della consistenza e della tenuta in cottura (7-8 minuti), caratteristica fondamentale per noi italiani che saremmo capaci di fare le nuove Crociate solo per portare in giro il verbo della pasta cotta bene. È proprio in nome di questa normalità, che noi ce la siamo immaginata preparata, ad esempio, all’insalata con del pomodorino fresco, feta e un po’ di mentuccia, oppure saltata in padella con del tonno fresco, capperi e pomodoro secco, con zucca e gorgonzola, melanzane e caciocavallo. Insomma, da utilizzare nelle ricette come se fosse una qualsiasi pasta integrale.

Ma perché produrre cibo ricavato dagli insetti? La risposta è chiara: dall’idea di mangiare in modo più sostenibile, mantenendo il giusto apporto nutrizionale. Se in Italia il 57,23% delle emissioni di gas serra dovute all’alimentazione riguardano carne e uova (Sole24Ore), è sensato integrare la nostra dieta anche con altre fonti proteiche molto più sostenibili. Le proteine da grillo richiedono molta meno acqua, terra ed energia rispetto agli allevamenti animali tradizionali e comportano una drastica riduzione di emissioni di gas serra. Cosa c’è di più facile che consumare un piatto di pasta? Se poi è anche una fonte di proteine di alta qualità ma dal bassissimo impatto ambientale, oltre alla nostra salute, ne guadagna immediatamente anche quella del pianeta” ha dichiarato Francesco Maino, fondatore di Small Giants insieme a Edoardo Imparato.

Già nel 2021 la FAO ha pubblicato il secondo rapporto sul tema (il primo era uscito otto anni prima), “Looking at edible insects from a food safety perspective” in cui ribadisce che gli insetti potrebbero essere il cibo del futuro, in mondo in cui le risorse sono sempre più in affaticamento rispetto ad una popolazione sempre più numerosa. Oltretutto, non ci sarebbe alcun rischio per la salute umana perché gli unici insetti che possono essere utilizzati nell’alimentazione umana sono quelli di allevamento e processati in un determinato modo (Insomma, non è che si può ridurre in farina il grillo catturato durante una scampagnata con gli amici). Intanto, dopo l’autorizzazione dell’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ottenuta nel 2022, anche l’UE ha dato il via libera nel gennaio del 2023 alla commercializzazione della farina di grillo domestico (Acheta domesticus in polvere parzialmente sgrassata).

Assodata la sicurezza del prodotto, non resta però che porci qualche ulteriore domanda: siamo pronti a introdurre questo tipo di sostanza nella nostra cultura alimentare al punto da riservargli una fetta di mercato significativa? Ma soprattutto, lo vogliamo? La risposta ce la darà solo il tempo. Certamente il cibo è cultura e, come tale, ha bisogno di tempo, di consapevolezza e di sperimentazione per mettere in atto dei cambiamenti. Per ora solo una cosa è certa: i prodotti che contengono farina di grillo rappresentano ancora una nicchia nel mercato e si collocano con un prezzo più alto rispetto ad altri tipi di pasta, anche quella artigianale. Potete acquistare gli High Protein Fusilli sul sito di Small Giants, una confezione da 250 gr costa circa 2,40 euro. A breve sarà distribuita in tutta la rete horeca di Supernaturale e presso gli eventi a Marchio “Hop for the future” pianificati a Milano e a Roma per l’inizio del 2024. Curiosi? Sarebbe però meglio “Limitare il consumo di carne durante la giornata perché l’apporto proteico è già dato dalla pasta stessa. Così possiamo facilmente ridurre il nostro impatto ambientale nella quotidianità senza perdere nulla in nutrienti, anzi…!” precisano da Small Giants.

 

 

 

 

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Sono nata e vivo a Roma. Mi sono laureata in Lettere alla Sapienza e dopo un master in Web Marketing e New Media ho lavorato nel settore della Comunicazione e degli eventi. Oggi mi occupo di divulgazione cinematografica in ambito museale e amo viaggiare in maniera spasmodica. Sono cresciuta in una famiglia di astemi, ma visto che ho sempre fatto il contrario di tutto e di tutti, ad un certo punto della mia vita ho deciso di diventare sommelier. Amo il vino in tutte le sue sfaccettature, ma quello che mi piace di più è indagare i legami e scoprire le intermittenze che ci sono tra il mondo del vino e quello dell’arte. Le mie degustazioni sono sempre delle occasioni per condividere, con amici e curiosi, le suggestioni e i richiami tra le note sensoriali di un vino e l’universo artistico. Forse la mia si può chiamare deformazione professionale, ma ormai non riesco più a coltivare le mie passioni per il cinema, il cibo e i viaggi senza condirle con tannini e perlage.