Non vi tragga in inganno il nome esotico! Tutte queste “u” finali fanno presagire che trattasi di “cosa” sarda…
Questa “cosa” sta nel frigorifero di casa mia (trattasi di formaggio marcio, conosciuto anche come formaggio con i vermi ).
Io ne ho un terrore folle (e infatti è in un posto isolato e accuratamente chiuso in un contenitore ermetico), ma piace al mio ex (sardo doc) e a mia figlia (sarda al 50%).

Il mio primo incontro con il casu marzu risale a molti anni fa (bene o male in Sardegna ci ho trascorso metà della vita, avendo sposato due indigeni, uno alla volta , però…).

Non sono stata adeguatamente preparata. Quando il contenitore è stato aperto e i vermi (bianchi e salterini) hanno cominciato a saltare dappertutto, sono fuggita sconvolta.
Pare sia una prelibatezza, io però sono fermamente convinta che l’”invenzione” sia stata solo il prodotto di fattori concomitanti: gli “inventori” non avevano il frigorifero e il pecorino (o caprino) è stato seppellito dalle mosche perché in Sardegna abbondano come in nessun altro posto al mondo.

Così come sono convinta che, mangiandolo, si venga sottoposti ad una vera e propria prova iniziatica. È un formaggio non per tutti e la sua grande personalità non lascia indifferenti. O lo si ama o lo si odia.

Per la cronaca: il casu marzu è il tipico formaggio pecorino (o caprino) contaminato con le larve della mosca, la sua vendita è vietata (non rispetta i canoni di igiene).

Credits photo: Italianoegenuino.it

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Luisa nasce nella Bassa Lodigiana 62 anni fa. Impara a leggere e a scrivere a quattro anni perché la madre si stanca di leggerle il Corriere dei piccoli. Alle elementari è quella che legge in classe le letture. A otto anni vince il primo premio in un concorso regionale con un tema scolastico. I suoi temi vengono letti in classe fino alle superiori. Studia e lavora a Milano finché non si innamora della Sardegna. Si trasferisce definitivamente in Sardegna quando decide di diventare mamma. Alla figlia trasmette l’amore per le letture e per gli animali. Ha appena lasciato l’ Abruzzo dove ha gestito per otto anni una location (il Vecchio Bosco di Ortona ) con annessa Associazione Culturale. Deve perennemente rinnovarsi e creare, altrimenti non sta bene. Nel 2017 ha pubblicato Storie Nere (una raccolta di 17 storie di gatti neri ) e, nel 2018, ha pubblicato Fi Fi (Fiabe e Filastrocche). Ha in cantiere Due streghe al telefono, Donne complicate e Magie in barattolo (il suo ricettario poco segreto di confetture ai fiori).
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