Improvvisamente il muro di alberi e bosco si rompe, liberando la vista su una campagna vasta e dolce, punteggiata qua e là dai silos delle fattorie. Mi toglie il fiato, senza una ragione precisa.
Ci sono, eccola l’emozione che cercavo. Lo stupore, tanto forte da farmi prima ridere chiassosamente, per poi lasciare spazio alle lacrime. Lacrime misteriose. Normalmente non mi commuovo alla vista della campagna. Ma forse è l’emozione stessa a commuovermi, spaventata com’ero di non riuscirla a scovare quaggiù. In fondo è questa la reazione spontanea sia di quando ti innamori, sia di quando trovi la situazione o il luogo adatto a te.
Guido per miglia tra case moderne, ma riesco ad intravvedere qualche riservato amish lavorare fuori dalle fattorie. Altri sorrisi, altra gioia traboccante. Mi fermo in un posto che vende mele e altri prodotti della terra. Zucche e patate. Scelgo con calma il mio spuntino ed esco.

Al primo morso la frittella sprigiona nella mia bocca un orgasmo. Ad ogni boccone si moltiplica il piacere e mi chiedo come possano alcune persone privarsi di tanta bontà. Mela, cannella e uvetta danzano sulla mia lingua prima di sparire bello stomaco.

Sulla mia strada per Lancaster addento anche il piccolo frutto rosso e lucido che ho preso. È croccante e succoso, mi viene in mente mia madre che elogia i raccolti del nostro giardino, ma scommetto che una mela così stupirebbe anche lei. Piacerebbe molto sia a lei che a mia sorella questa terra. Così diversa da quello che è evocata nella mente delle persone quando si parla di Stati Uniti.
Mi avvicino alla città ma prima mi fermo in una collina coperta di lapidi. Devo scrivere. La bandiera dei veterani sventola furiosa e la pace delle foglie gialle staccate dal vento fa a botte con i fantasmi nel mio cuore…

Free Photo by Marc Andre

  • Articoli
Diplomarmi in lingue? Fatto. Laurearmi in comunicazione? Fatto. Diventare una fotografa di discreto successo? Fatto anche questo. Ma c’è dell’altro. Ho provato a diventare vegetariana, ed è durata 3 anni in varie sessioni, ma ho mollato la presa. In compenso sto imparando a cucinare e preferisco invitare amici e parenti e condividere un tocco di pane ai cereali fatto da me, piuttosto che uscire a mangiare in un ristorante qualsiasi. Da qualche anno sono astemia, ma voglio smettere. Amo i cani a volte più delle persone e i viaggi per me sono un’occasione ghiotta per esplorare senza meta. Scrivo da quando ero bambina, grazie ad una maestra che mi chiese di redigere come compito estivo un diario delle vacanze. Avevo 9 anni e non ho più smesso. Ps. Sono anche stata una pattinatrice sul ghiaccio per 12 anni. Ma questa è un’altra storia.