Quest’anno la scelta della meta turistica di famiglia è caduta sul Cilento, una zona che non conoscevamo e, soprattutto, che ci garantiva aria fresca e buon cibo. Già al momento della prenotazione eravamo stati informati che il nostro soggiorno sarebbe coinciso con la XIII edizione della Sagra della Patata di Montagna, e ovviamente, era diventato per noi un appuntamento da non perdere.
Ogni anno, infatti, il signor Davide, titolare di Villa Cosilinum, hotel presso cui eravamo ospiti, è l’organizzatore, insieme all’Amministrazione locale, di questa Festa, in cui la protagonista è appunto questa varietà di patata, coltivata sul Monte Romito a 1100 mt di altezza. Tutta la contrada di via Garibaldi, a Padula, è coinvolta nell’organizzazione delle quattro serate, solitamente dal 16 al 19 Agosto.

Già dal primo mattino del 16 si respira un gran fermento per l’allestimento delle pagodine e dei tavoli, dislocati lungo la via.

Il menù che si può degustare è davvero molto ben assortito.
Tra i primi si può scegliere il raviolo di patate con salsiccia, porcini e tartufo (nella foto) oppure la zuppa di patate e fagioli ca’ polvr. Se preferite, ci sono anche gli gnocchi con pomodoro e scamorza.
Tra i secondi, il panuozzo di gragnano con patate, pancetta e provola, Baccalà e patate, polpo e patate (in foto), salsiccia patate e peperoni (in foto), spezzatino di vitello con patate al sugo e frittata di patate.
Se siete tipi sfiziosi, potrete scegliere anche tra chips di patate fritte (in foto), oppure patate e cipolloni, polpetta di patate farcita, piadina con salsiccia patate e friariell, cuoppo di patate e baccalà, o pizza di patate.

Per chiudere in bellezza, anche anguria e dolci (zeppole, anche con crema o nutella, e ovviamente babà).

A rallegrare le serate un angolo musicale dove soprattutto i bambini possono affollare la pista da ballo, sotto lo sguardo divertito degli astanti.
Lateralmente alcuni stand di manufatti artigianali e prodotti della locale apicoltura, da portare a casa come souvenir di sostanza.
In una cornice paesaggistica unica, un’atmosfera quasi intima ed una folla composta e gentile hanno reso la serata davvero piacevole. D’altra parte, in questa zona del Cilento, a 700 mt sul livello del mare e con la Certosa di San Lorenzo che domina la pianura del Vallo di Diano, in un contesto artistico e culturale dove si incrociano le vie della fede e del moto, tra i Cammini Lucani, non potevamo chiedere di meglio per staccare la spina dallo stress lavorativo.
Come recita un hashtag del momento sui Social #lavitaèunSaGrificio, allora SaGrifichiamoci tutti!

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