Questo pezzo è stato scritto quando solo Codogno, Casalpusterlengo e Castiglione d’Adda erano zona rossa. [N.d.R.]

Codogno, Casalpusterlengo e Castiglione d’Adda sono diventate tristemente famose in questi giorni, perché si trovano in zona rossa.
Pochissimi conoscevano la zona prima di febbraio. Io la conosco bene perché sono nata a Castiglione d’Adda, a Codogno avevo gli amici e mi sono diplomata all’ITIS di Casalpusterlengo.
A Castiglione ho gli ultimi pezzi della mia famiglia che sento tutti i giorni.
Per avere notizie di prima mano mi sono iscritta ai gruppi locali.
Hanno chiuso la zona rossa da domenica 23 febbraio (c’è pure l’esercito ai posti di blocco), gli alimentari sono aperti a ore, con tutto quello che ne consegue.
Ma quelli della Bassa trovano comunque la maniera per sdrammatizzare la situazione.

Monica Moretti, amministratrice del gruppo di Casalpusterlengo, scherza così:
“Anche io ho fatto esperimento svuota frigo: in una teglia ho cotto latte, uova, 5 wurstel, 2 cipollotti muffiti, mezzo peperone grigio, un limone rinsecchito, 2 croste di grana, una birra sgasata aperta alla befana e della maionese del 2018. È venuto fuori il piatto tipico di Codogno.”

Scherzi a parte, ecco la ricetta della tipica torta della zona, la “torta di Casale”.

per la pasta frolla:

500 g di farina 00,

250 g di burro,

150 g di zucchero,

1 uovo intero e altri 2 tuorli.

per il ripieno:

5 pere,

100 grammi di amaretti sbriciolati,

2 cucchiai di miele,

marsala.

Procedimento:

Si prepara la frolla impastando farina, burro a pezzi e a temperatura ambiente, zucchero e uova.
Si fanno macerare le pere a pezzi grandi con il miele, gli amaretti tritati e il marsala. Volendo si può caramellare la pera con burro e zucchero.
Si stende la metà della frolla in una teglia apribile (circa 24 cm di diametro), si aggiunge il ripieno e si copre con la frolla rimasta.
Si cuoce in forno a 170 gradi per 50 minuti.
Si lascia raffreddare nella teglia.

Quando ero piccola e andavo a trovare nonna Stella, sentivo il profumo di questa torta prima di arrivare a casa sua. La casa di nonna si affacciava su una grande corte lombarda dove c’era una panetteria che sfornava torte.
Mia mamma ne ha preparate a dozzine per noi.

In origine la “turta de Casal” si faceva senza uova, rispettando rigorosamente le proporzioni: metà peso di burro rispetto alla farina, metà peso di zucchero rispetto al burro (mio zio, panettiere di Casale, la faceva rigorosamente così.

Spero che la Bassa diventi famosa soprattutto per questa torta, non per il virus.

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  • Articoli
Luisa nasce nella Bassa Lodigiana 62 anni fa. Impara a leggere e a scrivere a quattro anni perché la madre si stanca di leggerle il Corriere dei piccoli. Alle elementari è quella che legge in classe le letture. A otto anni vince il primo premio in un concorso regionale con un tema scolastico. I suoi temi vengono letti in classe fino alle superiori. Studia e lavora a Milano finché non si innamora della Sardegna. Si trasferisce definitivamente in Sardegna quando decide di diventare mamma. Alla figlia trasmette l’amore per le letture e per gli animali. Ha appena lasciato l’ Abruzzo dove ha gestito per otto anni una location (il Vecchio Bosco di Ortona ) con annessa Associazione Culturale. Deve perennemente rinnovarsi e creare, altrimenti non sta bene. Nel 2017 ha pubblicato Storie Nere (una raccolta di 17 storie di gatti neri ) e, nel 2018, ha pubblicato Fi Fi (Fiabe e Filastrocche). Ha in cantiere Due streghe al telefono, Donne complicate e Magie in barattolo (il suo ricettario poco segreto di confetture ai fiori).
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