È vero: ci sono anche capre! Sono meno numerose e sicuramente vivono meglio delle pecore. Intanto sono libere di pascolare, sono meno ammassate in quanto animali fondamentalmente anarchici e possono permettersi anche angoli di pascolo privatissimi, per le loro doti di abili scalatrici.
In più sono animali intelligentissimi e affettuosi.
Però finiscono in pentola lo stesso.
La loro carne richiede molta cottura ed è più magra di quella di pecora. Meglio sporzionarla in pezzetti piccoli, così cuoce un tantino prima.
Si può cucinare bollita con patate come la carne di pecora, oppure a succhittu (al sugo), come sto facendo io adesso.

Ecco per voi in anteprima la ricetta

Rosolare i pezzetti di carne con cipolla (la mia cipolla è rigorosamente dell’orto), sfumare con vino bianco aromatico, aggiungere pomodoro secco che avrete risciacquato per togliere il sale e fatto a pezzetti, una foglia di alloro, poca passata di pomodoro oppure qualche filetto di pomodoro dell’orto, acqua e mettete il coperchio.
Portate pazienza perché ci vogliono almeno due ore di cottura.
Organizzatevi per fare altro nel frattempo: ma ogni tanto controllate se occorre aggiungere acqua. Aggiungete poco sale (i pomodori secchi sono già salati), eventualmente assaggiate verso la fine della cottura e aggiungetene, se necessario.

Ho avuto un sacco di animali, ma mai una capra.

Ovviamente i miei animali domestici non sono mai finiti in pentola, compresa Priscilla, la gallina di mia figlia, morta di vecchiaia.
È rimasto un sogno nel cassetto. Però durante una gita in montagna ho incontrato una capra che mi ha seguito fino alla macchina, ha infilato il muso nella macchina con il finestrino abbassato e non mi lasciava andare via. Che volesse essere adottata?

Photo Credits: stockio.com

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Luisa nasce nella Bassa Lodigiana 62 anni fa. Impara a leggere e a scrivere a quattro anni perché la madre si stanca di leggerle il Corriere dei piccoli. Alle elementari è quella che legge in classe le letture. A otto anni vince il primo premio in un concorso regionale con un tema scolastico. I suoi temi vengono letti in classe fino alle superiori. Studia e lavora a Milano finché non si innamora della Sardegna. Si trasferisce definitivamente in Sardegna quando decide di diventare mamma. Alla figlia trasmette l’amore per le letture e per gli animali. Ha appena lasciato l’ Abruzzo dove ha gestito per otto anni una location (il Vecchio Bosco di Ortona ) con annessa Associazione Culturale. Deve perennemente rinnovarsi e creare, altrimenti non sta bene. Nel 2017 ha pubblicato Storie Nere (una raccolta di 17 storie di gatti neri ) e, nel 2018, ha pubblicato Fi Fi (Fiabe e Filastrocche). Ha in cantiere Due streghe al telefono, Donne complicate e Magie in barattolo (il suo ricettario poco segreto di confetture ai fiori).
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