Se siete innamorati o solo romantici in cerca di ispirazione dovete andare a Canelli, in provincia di Asti. Qui infatti c’è la “Via degli Innamorati”, un percorso romantico ispirato ai fidanzatini di Peynet, il celebre illustratore francese creatore dei personaggi degli Innamorati e che proprio a Canelli aveva disegnato una storica piastrella a loro dedicata. Inoltre il percorso è diviso in tappe, ognuna delle quali ospita un’opera d’arte realizzata appositamente dai migliori artisti locali. Arrivati poi in cima della collina al Belvedere Unesco, si può ammirare, in totale tranquillità, il panorama di Canelli e del paesaggio circostante, dichiarato Patrimonio dell’Umanità Unesco nel 2014.
Per i più sportivi, invece, Canelli è attrezzata con servizi di bike sharing (facilmente prenotabili online) per pedalare sulle colline astigiane, tra vigne e noccioli, tra borghi e castelli. In particolare è stato studiato un itinerario di circa 50 chilometri (se siete fuori forma potete optare per la bicicletta con pedalata assistita) che partendo da Canelli segue il corso del torrente Belbo e torna in città passando per San Marzano, Moasca, Agliano e Boglietto.
Appuntamento importante è il solstizio d’estate. A Canelli il 21 giugno ha inizio la manifestazione CanelliVinCanta. L’evento, che dura due giorni, è dedicato al Moscato e ai canellesi famosi nel mondo nel campo della scienza, dello spettacolo, della cultura e dell’enogastronomia. Il tutto accompagnato artisti da strada, street food e musica.
Siamo stati a Canelli e abbiamo selezionato i 5 imperdibili.

Tajarin cacio e pepe

Fatti con 30 tuorli per chilo di farina, i tajarin dell’Osteria dei Meravigliati si accompagnano con diversi condimenti a seconda della stagione. Al di là del cibo, che è ottimo, l’Osteria merita una visita perché è la decima opera della cosmogonia “Universi Sensibili” dell’artista Antonio Catalano. Qui si mangia in una sala interamente affrescata, tra esseri mitologici e mostri fluttuanti, con il tavolo di San Francesco al centro. All’Osteria si apparecchia anche per la merenda sinoira, l’happy hour ante litteram della tradizione piemontese.

Capunet alla langarola

Situata sulla strada detta Sternia, pavimentata con pietre di fiume che parte dalla chiesa di San Tommaso e arriva fino al castello Gancia, l’Osteria D’La Sternia è ubicata in una casa del Seicento. La sua è una cucina della tradizione rivisitata in chiave moderna. Da provare il Capunet che in Langa si fa con una foglia di cavolo verza bollita e farcita con carni miste vitello coniglio, salsiccia, mortadella, toma piemontese, carote, cipolle e sedano, chiusa a involtino e cotta nel forno. Viene servita su una bagna cauda leggera, fatta con olio aglio e acciughe.

Pan Canej

La passione di Sergio Bosca per la pasticceria nasce per caso negli anni ‘50, grazie a una ragioniera che gli dava ripetizioni di matematica e la cui famiglia possedeva una pasticceria. Sergio pagava le ripetizioni aiutando in laboratorio e scopre così, a 12 anni, la passione per la creazione dei dolci. Nel 1977 apre la Pasticceria Bosca nel centro storico di Canelli, con la moglie Michelina e imposta subito l’attività utilizzando prodotti a km zero e di alta qualità. Nel ’77 nasce anche il Pan Canej (pane di Canelli). Si tratta di una torta soffice, classica adatta a ogni momento della giornata: a colazione, come coccola del pomeriggio, come dolce da servire dopo una cena magari accompagnata dallo zabaione fatto in casa.

Spumante metodo classico Riserva del Nonno

Quando organizzate la vostra gita a Canelli ricordatevi di prenotare (sul sito bosca.it o attraverso il sistema eventbrite) una visita alle cantine Bosca ubicate nelle Cattedrali sotterranee patrimonio dell’Unesco. Il tour dura circa 40 minuti ed è arricchito da proiezione multimediali con le quali viene spiegato il Metodo Classico da cui nasce “La riserva del Nonno” e la storia della Famiglia Bosca. La passeggiata attraversa anche un ponte sospeso dove si può ammirare il “Monumento allo spumante”, di Eugenio Guglielminetti, scenografo, scultore e pittore che creato l’installazione unendo oggetti simbolici, luci e musiche collegati al mondo dello spumante e in particolare alla storia di Bosca.

Distilleria Bocchino

Scavate nel tufo della collina di Canelli, le cantine della Distilleria Bocchino meritano una visita (per prenotazioni visitacantine@bocchino.it). Il tour è un vero e proprio viaggio nel mondo della grappa e nella storia della famiglia. Il percorso della visita si snoda nella barricaia tra centinaia di barriques di diversi legni dove riposano i distillati di varie annate e di varie grappe di vitigno distillate in purezza. Al termine della visita, c’è la degustazione di quattro grappe di eccellenza accompagnate da assaggi gourmet tipicamente piemontesi. Per chi si sente master blender c’è la possibilità di scegliere tra una selezione delle grappe più pregiate provenienti dalla cantina privata della famiglia per creare il proprio distillato. La ricetta creata durante l’esperienza verrà trascritta nell’archivio aziendale mentre la bottiglia con la grappa

Credits (foto di copertina: siviaggia.it)

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Alessandra Iannello giornalista dal 1987 quando inizia a scrivere di informatica e di nuove tecnologie. Nell’ambito della Casa Editrice Tecniche Nuove passa poi all’ambito tessile, accessori e moda. In breve tempo arriva a collaborare con i quotidiani economico-finanziari come MilanoFinanzaFashion, Affari & Finanza, Finanza e Mercati, Libero Mercato dove si occupa di economia del mondo della moda e del lusso. Nel frattempo è collaboratore fisso della pagina di Costume e Società del quotidiano Libero. Oggi è corrispondente per l’area Macro de Il Messaggero e Il Mattino, direttore responsabile del quotidiano della comunicazione Pubblico On Line e del giornale online Ianny’s Eyes. Inoltre è contributor per Agrodolce, ilmessaggero.it, responsabile per l’area food di Manintown (cartaceo e online). Ianny’s Eyes è il suo giornale online che vanta una pagina Facebook seguita da 3.300 follower, un profilo Instagram con un seguito di 2.550 fan e un profilo Twitter con 600 follower.