quello che ho ancora da dire su uomini, donne e bestiacce varie…

Prosegue la carrellata di soggetti – uomini e/o donne – che caratterizzano il panorama sociale nostrano, che ci ricordano come “i migliori so’ presi”, che “se era sano se lo teneva quella de prima” e via discorrendo.
Per leggere come è iniziato il tutto e le altre categorie umane vi rimando al pezzo della scorsa settimana.

Gli spezzacuore

Che sia uomo, che sia donna, per me pari son.
Bastardi senza cuore, killer dei sentimenti altrui, passano il tempo mietendo vittime. Se fossero un ristorante sarebbero un triplo stellato con lista di attesa infinita e dress code.
Si vocifera ci sia un mercato clandestino di cuori infranti che loro stessi tengono vivo a suon di lacrime (altrui).
Gli spezzacuore paiono essere immuni all’amore, al romanticismo, mietono vittime peggio della falce della Signora Morte.
Se non è previsto un premio per chi scopra il 4° segreto di Fatima, una ricompensa per chi trovi il Sacro Graal, è però promessa ricchezza e immortalità a chi farà capitolare uno spezzacuore fin a ridurlo/a in una larva frignante che mangia Baci Perugina e piange davanti a una foto. La sfida è aperta!

Il protagonista

Il protagonista non è solo protagonista della sua vita. No, lui pretende di esserlo anche della tua. Tu, spettatore, non sei manco seduto in poltronissima, stai in platea… Si parla solo di lui, il mondo gira solo intorno al lui, lui è l’erede del Marchese del Grillo (lui è lui e tu non sei un cazzo).
Ha un problema? Apriti cielo.
Tu hai un problema? E “sti cazzi” nun ce lo metti?
Il protagonista cannibalizza la tua vita, le tue energie e – statene certi – è così inevitabilmente egoista che se vi ritrovaste, affamati, su un’isola deserta lui cannibalizzerebbe pure voi. Letteralmente.

Il basico

Il soggetto basico si nutre delle basi e infesta Roma come una zanzara tigre ad Agosto.
Se è un uomo vive di junk food-sesso-calcio
Se è donna avanti tutta con shopping-dieta-trucco-parrucco.
Sembrerebbero usciti da un film di Verdone e invece no, son proprio veri, in carne e ossa, davanti a voi. Come li riconoscete? Semplice, sono quelli che – se sono in coppia – terminano (o iniziano) ogni frase con un “Amo’!”

Il mentale

Il mentale annoia i basici e intrippa i mentali.
Due mentali insieme riuscirebbero a parlare de “la vita, l’amore, il mondo, la guerra, l’ebola, la cervicale” in maratone di due giorni senza mai sbadigliare. E sputare! I clienti odiati da ogni locale, esigenti e rompiscatole, un incrocio tra la Sally di “Harry ti presento Sally” e l’Anton Ego di Ratatouille.
Di contro se un soggetto mentale incontra un soggetto basico so’ cazzi.
Per il basico, il mentale è un alieno inarrivabile, per il mentale il basico è un Bambi da salvare dalle bassezze della sua sciatteria di cervello.
L’unione tra le due categorie non è impossibile anche perché i poli opposti si attraggono ma arriverà comunque il giorno in cui uno dei due si sveglierà e, voltandosi, si chiederà “ma io, che ci faccio qui!?”

Il paguro

Il soggetto paguro si comporta pari-pari come il simpatico crostaceo.
Peccato che crostaceo non sia, è uomo (o donna) e solitamente ha superato abbondantemente i trenta. Questo presupporrebbe sanità mentale e fermezza psicologica. E invece col cazzo!
Il paguro si avvicina, a strattoni, guardingo, rapido e veloce, ti solletica, ti studia, ti fa anche l’occhiolino ma sul più bello, quando pensi che abbia preso confidenza, ti lasci andare e inizi a crederci, lui ti pizzica e si ritrae.
Vallo a capire, il paguro. Il peccato è solo uno, non poterlo cucinare a carpaccio come si farebbe con altri suoi cugini artropodi.

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Vicedirettore di questa rivista nonché blogger, giornalista, laureata in comunicazione, parlo di food ma non solo; recensisco locali ed eventi, racconto di persone e situazioni su siti e riviste. Qui su Cavolo Verde – sperando di non essere presa troppo sul serio – chiacchiero, polemizzo, ironizzo, punzecchio e faccio anche la morale.
In sintesi? Scrivo – seriamente – e mi piace. Tanto.

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