Nella parte sud orientale del Lazio, in provincia di Frosinone si estende la Ciociaria, terra di intersezione tra tre regioni: il Lazio, l’Abruzzo e la Campania. Natura incontaminata, borghi antichi e gente “tosta” sono gli elementi che caratterizzano una parte della regione laziale bella e misteriosa, lontano purtroppo dai circuiti turistici convenzionali. Dico purtroppo, perché la Ciociaria meriterebbe più attenzione, sia dal punto di vista della sua storia antichissima che per le eccellenze agricole e vinicole che vengono prodotte, nella maggior parte dei casi da piccole realtà artigianali nel rispetto della natura e della qualità.
La leggenda vuole che Saturno, divinità delle sementi e della coltivazione della vite, cacciato dall’Olimpo da Giove, si sia rifugiato in questa parte della Ciociaria, fondando le cinque “città saturniane” di Atina, Alatri, Anagni, Arpino e Antino (l’attuale Ferentino), dando vita ad un periodo di prosperità e abbondanza chiamato l’età dell’oro. Le città saturniane presentano attualmente dei resti di mura ciclopiche caratterizzate da enormi blocchi di origine calcarea risalenti all’VII-X secolo a.c. a testimonianza di antiche civiltà di epoca preromana come i Volsci, gli Aurunci e gli Ernici tutt’ora avvolte nel mistero.
Ritornando ai prodotti del territorio, degni di nota sono i vini rossi e bianchi prodotti nella zona di Atina e paesi limitrofi ricompresi nella denominazione “ATINA DOC” nata nel 1999, la quale ha dato una connotazione e un’identità territoriale ai vini prodotti. La DOC comprende: l’Atina Cabernet DOC, Atina Cabernet riserva DOC, Atina rosso DOC, Atina rosso riserva DOC e l’Atina Semillon DOC.
La presenza dei vitigni di taglio bordolese nell’area, come il Cabernet Franc, il Cabernet Sauvignon e il Merlot, è avvenuta alla fine dell’800, quando Pasquale Visocchi, proprietario della Cartiera di Atina, nonché agronomo, coltivatore e grande appassionato del territorio, importò dalla Francia i vitigni coltivati nella zona di Bordeaux, avendo notato che il suolo calcareo marnoso, caratterizzato da sedimenti fluviali della Gironda, era simile al suolo di quella parte della Ciociaria dove lui viveva e che era stato oggetto di studi sia dal punto di vista morfologico che climatico. Il tempo ha dato ragione al buon Visocchi, infatti i Cabernet si sono adatti perfettamente al suolo e al clima temperato caratterizzando vini rossi di grande pregio, con un ottimo rapporto tra zuccheri e acidità, mineralità e aromaticità.
Ed è proprio nel 1999, anno di nascita della DOC, che due professionisti di Alvito, Peppe Pinto all’anagrafe Giuseppe, commerciante di ceramiche e Angelo Cosenza, medico chirurgo e professore universitario, acquistano un lotto di terreno ad Alvito con l’intento di produrre vino. Definirli “appassionati” è dir poco, avendo entrambi una cultura ben lontana da quella agricola, hanno duplicato le difficoltà nel rapportarsi con il mondo del vino, ma la forte determinazione li ha portati a credere nella loro filosofia che “l’agricolutura è l’essenza della vita”.
Cominium (il nome latino della Valcomino), è l’azienda di Peppe e Angelo, oggi coadiuvati da Maria, secondogenita di Peppe e moglie di Angelo che si occupa del Marketing e da Armando, l’ultimo figlio di Peppe per la parte enologica e agronoma. La vigna è radicata nei loro cuori e nella loro vita tanto da spingerli a continuare, nonostante le difficoltà e l’impegno costante che essa richiede. L’azienda è formata da circa 24 ettari di terreno, di cui una ventina coltivati a vite e i restanti ad olivo ed ortaggi. Il terreno calcareo argilloso permette ai Cabernet, al Merlot e al Syrah, di regalare vini rossi interessanti. Ma non mancano i bianchi come il Maturano, un vitigno autoctono a bacca bianca “ritrovato” dal quale si produce il Maturano bianco IGT Lazio da raccolta rigorosamente manuale, diraspatura e pigiatura degli acini e macerazione sulle bucce per 8/10 giorni, fermentazione in acciaio per 4.5 mesi e affinamento in bottiglia per due mesi.
Tra i rossi che l’azienda produce, il Saturn – Atina Cabernet DOC –, ricordando il Dio Saturno che regnò in Valcomino, è il vino che esprime la territorialità. Cabernet Sauvignon 85% – Merlot 15% (nel rispetto del disciplinare che prevede che la DOC debba avere una percentuale di altri vitigni a bacca rossa). Anche qui raccolta manuale, diraspatura e pigiatura degli acini, vinificazione effettuata in assemblaggio con le singole varietà, affinamento in acciaio per 3/4 mesi, maturazione in botti grandi di rovere per 4-6 mesi e affinamento in bottiglia per 5 mesi. Rosso rubino con riflessi granati, al naso frutta rossa matura, note speziate come pepe verde e liquirizia e note mielate e un leggero profumo di sottobosco. Il tannino è elagante, morbido e vellutato, un perfetto equilibrio tra mineralità e acidità che ti invitano ad assaporare un nuovo sorso. Perfetto in abbinamento con i formaggi pecorino di Picinisco DOP (altra eccellenza ciociara), con il tartufo, con i salumi di Arpino e Guarcino e con i piatti di carne della tradizione come il garofolato a base di castrato di agnello, l’abbuotto o abbuticchio ricetta tipica dei pastori transumanti con interiora di agnello, o le coppiette ciociare di carne suina.
L’azienda Cominium organizza per gli ospiti dei cammini naturalistici alla riscoperta di bellezze incontaminate e alla ricerca del tartufo nei boschi vicini, passeggiate tra i filari accompagnate da racconti e curiosità del territorio, concludendo il percorso in cantina dove la calda accoglienza ciociara aspetta i visitatori con piatti tradizionali accompagnati dai loro eccellenti vini, a confermare che la Ciociaria merita una visita.

Contatti: https://cantinacominium.com

  • Articoli
Sono Fulvia Maison (all’anagrafe Tiziana Fiorentini) Sommelier diplomata F.I.S. e cuoca per passione. Sono nata e vivo a Roma e nelle mie vene scorre anche un po’ di sangue partenopeo. Cucinare è il linguaggio attraverso il quale esprimo me stessa e le mie emozioni; la tavola, sin da bambina, ha rappresentato il luogo dove poter dialogare, ridere, scherzare, riflettere, emozionarsi, condividere e conoscersi…è proprio dalle mie radici familiari che nasce il mio trasporto nei confronti della ricerca e valorizzazione dei prodotti tipici, del rispetto del territorio, delle tradizioni e del vino….e chi mi conosce lo sa…. Amo viaggiare e spesso unisco le mie due passioni nei viaggi alla scoperta di ricette tipiche, di vitigni autoctoni e di eccellenze. Sono un’appassionata di tradizioni popolari, le feste e sagre paesane sono spesso le mie mete. Il mio sogno nel cassetto è quello di poter viaggiare in giro per l’Italia, da Nord a Sud, alla ricerca del buon vino e del buon cibo , ripercorrendo le orme del grande “Mario Soldati” Mi piacerebbe condividere con voi, racconti legati ai vitigni , dei quali non mi limiterò a descriverne le caratteristiche tecniche, ma costruirò “addosso” un menù che ne esalti le caratteristiche, partendo dal terroir, con incursioni nella sua storia, nelle particolarità delle aree geografiche, nelle tipicità , nelle storie e aneddoti che legano nel tempo un territorio ai suoi vitigni. Pronti ad iniziare questo viaggio insieme?
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