È possibile proporre con le temperature alte del periodo estivo una minestra calda? Soprattutto se la minestra di cui vi parlerò fa parte della tradizione culinaria palermitana, dove il caldo isolano estivo fa aumentare i termometri sino ai 40°? Ebbene sì! Se la minestra in questione  è “la minestra con i tenerumi”.

Incominciamo con lo spiegare che cosa sono i tenerumi, dal momento che difficilmente si riescono a trovare nei mercati al di fuori della Sicilia, io a Roma ho uno “spacciatore” nel mercato rionale, che vende prodotti tipici siciliani e nel periodo estivo riesce a procurare anche questa verdura. Se cercate con attenzione nelle vostre città, sicuramente riuscirete a trovare un rivenditore di specialità siciliane, le bontà di Sicilia sono in ogni parte del mondo!

Ritornando ai tenerumi, essi  sono le foglie, i tralci e le cime delle zucchine lunghe siciliane di color verde chiaro, dette anche zucchine “serpente” per la loro forma allungata.  Sono una verdura tipicamente estiva e il Palermitano Doc ama mangiare la minestra di tenerumicavura” rigorosamente, altrimenti non dà soddisfazione, non importa se si sudano “sette camicie”, tanto poi i sali minerali persi verranno reintegrati grazie alle  proprietà altamente rinfrescanti e nutritive dei tenerumi.

Proprio così, i tenerumi sono ricchi di vitamine e minerali, tanto da farci ricordare che la natura è perfetta e quanto è importante seguire la stagionalità in cucina.  Prima di cucinarli   è richiesta un po’ di pazienza nel pulire le foglie “pelose” e i tralci    dai filamenti, altrimenti risulterebbe poco gradevoli al palato. Pertanto le foglie vanno scelte una ad una, avendo cura di eliminare quelle più sciupate, togliere il filo, tagliarle a pezzetti in maniera grossolana e metterle in acqua fresca insieme   ai tralci e le zucchine lunghe. 

La preparazione è semplice e ogni famiglia palermitana apporta qualche piccola modifica alla ricetta tradizionale, ma una cosa mette tutti d’accordo, ossia la scelta della pasta, guai ad usare un formato diverso dagli spaghetti spezzati, la minestra con i tenerumi non sarebbe la stessa.

Veniamo alla ricetta, la mia è quello di Zio Lino, palermitano Doc nonché cuoco eccellente e cultore delle tradizioni. Per gli ingredienti occorrono i tenerumi, olio extra vergine, zucchine lunghe, pomodorini, aglio, peperoncino, basilico, spaghetti spezzati.

Procedimento:

Pulire i tenerumi e tagliarli grossolanamente insieme alle zucchine lunghe siciliane. Bollire l’acqua e ad ebollizione versare le verdure. Aggiungere un pizzico di sale e portare a cottura per una ventina di minuti.

Nel frattempo, preparare un sughetto,  che Zio Lino chiama “picchio pacchio”, fatto  con olio extra vergine, aglio, peperoncino e i pomodorini. Lasciar cuocere a fuoco vivace per pochi minuti. Controllare la cottura dei tenerumi, se cotti aggiungere agli stessi il sughetto picchio pacchio, il basilico e gli spaghetti.

A parte preparare del caciocavallo delle Madonie a pezzetti,  se non è disponibile, come credo per molti di noi, a meno che non si viva a Palermo o dintorni, va benissimo un altro formaggio a pasta filata, mi raccomando non la mozzarella. A piacere spolverare con del Parmigiano Reggiano.

Quando la minestra sarà cotta, toglierla dal fuoco e aggiungere i pezzetti di caciocavallo. Mescolare bene, a piacere spolverare con del Parmigiano Reggiano e servire cavura cavura, mi raccomando.

Sentirete che bontà.

 

 

 

 

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Sono Fulvia Maison (all’anagrafe Tiziana Fiorentini) Sommelier diplomata F.I.S. e cuoca per passione. Sono nata e vivo a Roma e nelle mie vene scorre anche un po’ di sangue partenopeo. Cucinare è il linguaggio attraverso il quale esprimo me stessa e le mie emozioni; la tavola, sin da bambina, ha rappresentato il luogo dove poter dialogare, ridere, scherzare, riflettere, emozionarsi, condividere e conoscersi…è proprio dalle mie radici familiari che nasce il mio trasporto nei confronti della ricerca e valorizzazione dei prodotti tipici, del rispetto del territorio, delle tradizioni e del vino….e chi mi conosce lo sa…. Amo viaggiare e spesso unisco le mie due passioni nei viaggi alla scoperta di ricette tipiche, di vitigni autoctoni e di eccellenze. Sono un’appassionata di tradizioni popolari, le feste e sagre paesane sono spesso le mie mete. Il mio sogno nel cassetto è quello di poter viaggiare in giro per l’Italia, da Nord a Sud, alla ricerca del buon vino e del buon cibo , ripercorrendo le orme del grande “Mario Soldati” Mi piacerebbe condividere con voi, racconti legati ai vitigni , dei quali non mi limiterò a descriverne le caratteristiche tecniche, ma costruirò “addosso” un menù che ne esalti le caratteristiche, partendo dal terroir, con incursioni nella sua storia, nelle particolarità delle aree geografiche, nelle tipicità , nelle storie e aneddoti che legano nel tempo un territorio ai suoi vitigni. Pronti ad iniziare questo viaggio insieme?
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