Gli esperti di alimentazione moderna citano spesso il sodio.

Per alcuni fa bene, per altri fa male.

Sono vere entrambe le cose.

Il sodio infatti, assieme al potassio, aiuta a conservare il corretto equilibrio idrico dell’organismo, e quindi la distribuzione dei fluidi all’interno delle cellule.

Il 50% del sodio di trova nei fluidi corporei, il restante 50% è individuato nelle ossa.

Funzione basilare del sodio è di mantenere gli altri minerali in soluzione, in modo che non formino depositi all’interno dei vasi sanguigni, inoltre un corretto apporto di sodio al nostro organismo facilita l’eliminazione di anidride carbonica dai tessuti e consente la produzione degli acidi gastrici, facilitando la digestione.

Tutto bene quindi, eppure il sodio è uno dei minerali che vanno assunti con molta prudenza e nelle quantità strettamente necessarie.

Presente in quasi tutti gli alimenti di consumo abituale, in particolare nella carne rossa, il sodio è tuttavia assunto soprattutto tramite il cloruro di sodio, ossia il comune sale da cucina.

L’abuso di questo condimento causa un eccessivo lavoro dei reni, e può provocare ritenzione idrica, ipertensione e indurimento delle arterie.

Conseguenze dirette della ritenzione idrica sono i gonfiori alle vene e agli arti inferiori, oltre che la famigerata cellulite.

Poiché sia l’assimilazione che lo smaltimento del sodio richiedono energia, un sintomo da eccesso di sodio nella dieta può essere la sudorazione eccessiva, che assieme ad un’ intensa attività renale può provocare carenze di potassio.

Un’alimentazione variata e bilanciata fornisce di solito tutto il sodio necessario alla buona salute dell’organismo, pertanto il modo migliore per non cadere nell’eccesso è limitare o eliminare l’uso del sale.

Un’ottima alternativa può essere l’uso del sale iodato, o povero di sodio.

Un’assunzione moderata di questo minerale, infatti, aumenta la resistenza ai crampi, ai colpi di calore e allo stress.

Favorisce inoltre il rafforzamento del sistema nervoso, sia centrale che periferico.

Una dieta equilibrata con un’assunzione corretta di questo elemento limita il rischio di tossiemia (avvelenamento batterico o intossicazioni), di edema, di vista offuscata e di diarrea.

Quindi, sodio sì, ma con prudenza.

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Nome: Layla.Cognome: Benazzi. Età: 37 (effettivi, dichiarati e documentati…). Città: Genova (forever!). Layla Benazzi nasce in quel di Genova nel 1981. Di natali liguri ma di origini emiliane, coltiva da sempre la passione per la scrittura, coltivazione finora rimasta limitata alla scrivania, ma che ultimamente inizia a dare qualche risultato che non sia quello di appesantire il cassetto. A tredici anni, non avendo ancora scoperto la vocazione della penna, decide di fare della scienza il suo lavoro. Studia come perito chimico all’ITIS Gastaldi di Genova, scuola dedicata al primo partigiano d’Italia, e nel frattempo inizia a scrivere, buttando giù in cinque anni di studi circa 10 romanzi, tutti finiti ormai al riciclaggio della carta. A 18 anni inizia a lavorare, prima in un laboratorio ospedaliero e poi in varie aziende del settore farmaceutico, tuttavia la passione per la scrittura non la molla, con il risultato di scrivere altri racconti (tutti con lo stesso destino dei precedenti) con i quali affina (si spera) lo stile. Per quel che riguarda la cucina, non riesce mai a fare delle grandi esperienze (però mangia benissimo) a causa del tempo sempre risicato, ma si specializza almeno nella pasta fresca (quel tanto che basta per non disonorare la regione d’origine) e nella paella di pesce, ad oggi suo piatto forte. A 21 anni l’incontro con Laura Rangoni imprime una decisa svolta alla sua vita, creando una sincera e solida amicizia. Nel frattempo, continua a scrivere, visto che non riesce a cucinare. Attualmente, dopo aver abbandonato il mondo del lavoro dipendente a favore della libera professione, sta lavorando come consulente per la sicurezza delle aziende, e nell’attesa di scrivere qualcosa che non resti nella scrivania (un’altra, perché nel frattempo si è sposata ed ha fatto anche un figlio) ha ri-scoperto il giornalismo gastronomico. Amante della ricerca sul campo, grazie alla natura pignola data dal segno della Vergine, si dedica ad articoli legati all’alimentazione e alla nutrizione, aiutata indubbiamente dagli studi fatti, che la portano ad approfondire gli argomenti soprattutto dal punto di vista della composizione degli alimenti. Alla chiamata di Laura per il NUOVO Cavolo Verde, ha risposto con un garibaldino “obbedisco!”, avendo già da tempo iniziato a contribuire ad altri siti, tra cui il Cavolo ORIGINARIO. Se poi pubblicherà qualcosa, ve lo faremo sapere…
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