Autunno, tempo di funghi, zucca, arance, melagrane ma soprattutto castagne!
E se si dice castagne si pensa subito al Castagnaccio, il tipico dolce autunnale a base di farina di castagne, pinoli, uvetta e rosmarino. Piatto povero e di origine contadina, è forse uno dei più antichi cibi di strada diffuso in quasi tutta Italia, essendo la castagna presente nelle campagne di gran parte della penisola (i castagni abbondano in Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Calabria e non solo), oltre ad essere poco costosa e nutriente.
Parlando del Castagnaccio, infatti, non si può parlare di una patria o di una ricetta definitiva ed esclusiva, anche se il più conosciuto è certamente quello toscano.

Le sue origini risalgono al ‘500 e pare che il suo inventore fosse un certo Pilade da Lucca.

Anticamente veniva chiamato Pane di legno o Pane dei poveri, ma sono tanti i nomi che prende nelle varie zone d’Italia quali ghirighio, pattona, toppone, baldino o migliaccio come lo chiamava l’Artusi.
Una leggenda narra che le foglioline di rosmarino del castagnaccio abbiano il potere di un filtro d’amore, e il giovane che mangi il dolce ricevuto dalle mani di una ragazza se ne innamori perdutamente.
Non so se nel corso dei secoli qualcuno si sia veramente innamorato mangiando questo prelibato dolce, ma sono certa che molti di voi si innamoreranno delle ricetta proposta da Rosalba Lo Feudo come me ne sono innamorata io. Appena l’ho letta l’ho voluta provare immediatamente e devo dire che è stato “Amore al primo assaggio”!

Ingredienti

(Dosi x una teglia da 20 cm)

Tempo di preparazione 30 min ( più cottura)

150gr di farina di castagne
150 ml di acqua fredda
50 ml di vino dolce
1 cucchiaio di cacao amaro
2 cucchiai di zucchero
1 pizzico di sale
60 gr di noci
40gr di nocciole
30 gr di pinoli
40gr di uva passa
Scorza grattugiata di mezza arancia
1 rametto di rosmarino
Olio evo q.b

Procedimento

Mettete in ammollo l’uvetta con 2 cucchiai di acqua, spezzettate le noci e le nocciole, tostate leggermente i pinoli.
Setacciate la farina di castagne, il cacao e il pizzico di sale, mescolate e aggiungere gradatamente acqua e vino dolce.
Unite la scorza di arancia grattugiata, lo zucchero, metà della frutta secca e l’uvetta strizzata.
Rivestite una teglia con carta forno e versate il composto, distribuite sulla superficie la restante metà di frutta secca e uvetta e completate con un giro di olio evo e gli aghi di rosmarino.
Mettete a cuocere in forno caldo, modalità statico, a 150 gradi per circa 20 min.

Chi è Rosalba Lo Feudo

Sono napoletana e mamma di due ragazzi ormai grandi, lavoro…e tanto, come stilista di moda in proprio con giornate sempre frenetiche, ma la sera (a volte la notte) ho bisogno di scaricare le tensioni e mi piace farlo preparando dolci, dove trasferisco la mia creatività, sperimentando sempre qualcosa di nuovo… dolci che poi puntualmente regalo ad amici e parenti.
È una passione nata pian piano, e sicuramente da sempre sopita in me! Il mondo che mi fa star bene è in cucina, forse perché i ricordi più belli sono quelli passati a cucinare con mia madre, grande depositaria di ricette tradizionali.
Nessun corso di pasticceria o scuola di cucina, preparo un po’ di tutto, dai piatti più semplici a quelli elaborati, usando istinto e fantasia, ma il mio cuore è rapito soprattutto dai profumi che emanano i dolci della tradizione, quelli che hanno una storia antica; adoro la frutta secca, con la quale si possono creare tanti sapori unici e particolari, ma mettere le “mani in pasta” e preparare dei bei lievitati non mi dispiace… io la chiamo “impastoterapia”.
Sono curiosa di natura, mi piace approfondire quando mi trovo davanti un nuovo piatto e in cucina seguo tutti e nessuno in particolare.
Insomma, questa “frenesia” per i dolci mi gratifica e mi appaga, infatti, pur non avendo molto tempo a disposizione, un dolcetto nuovo riesco sempre a farlo per la gioia di amici e parenti.
Non ho una pagina Facebook di cucina tutta mia ma sto proprio pensando di aprirla!

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Nata tra le Alpi Bavaresi, figlia di una genovese e di un piemontese, cresciuta all’ombra della lanterna, romana d’adozione da circa trent’anni, ha vissuto a Parigi e Ginevra ed è sposata con un pugliese doc. Grazie a questo suo background multiculturale che l’ha sempre messa a contatto con tradizioni culinarie differenti, o forse più probabilmente per una sua naturale predisposizione alla buona tavola, è da sempre una grande appassionata di cucina e di cibo in tutte le sue declinazioni. A tredici anni viene folgorata dal film “Sabrina” dove la splendida Audrey Hepburn, dopo aver frequentato una prestigiosa scuola di cucina a Parigi, torna in America e riesce a sposare l’uomo dei suoi sogni, per di più miliardario. Da qui la sua scelta di frequentare l’Istituto Tecnico Alberghiero Marco Polo di Genova dove coltiverà sempre più l’amore per l’arte culinaria e imparerà a sedurre gli uomini anche a tavola, ma non riuscirà mai a sposare un miliardario!!! Dopo la maturità prosegue i suoi studi nell’ambito della comunicazione, occupandosi in seguito di organizzazione di eventi culturali nel mondo teatrale prima e in quello enogastronomico poi. Oggi giornalista e foodwriter, appassionata di gatti e ancora follemente innamorata del cibo, collabora con alcune testate giornalistiche enogastronomiche e non solo