Archivio Storico 2011-2017

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Luca Rancilio

04 Novembre 2011
animatore del progetto 'Cibo e Vita'
Venerdì 4 novembre sarà inaugurato un importante evento presso l'Officina Rancilio 1926, trasformata l'anno passato in museo a Parabiago, nel luogo in cui il nonno dell'attuale responsabile finanziario, il Dr. Luca Rancilio, aprì la prima officina della storica fabbrica lombarda che produce macchine per il caffè.
'Cibo e Vita', questo il titolo dell'iniziativa, comprende una serie di progetti diversificati che includono un laboratorio dedicato ai bambini e ai loro genitori, sul percorso della pedagogista montessoriana Grazia Honegger Fresco, vincitrice anche di un premio Unicef, ed uno dedicato al cibo ed agli avanzi, insieme alla Condotta Roccolo di Slow Food.
Affiancherà quest'iniziativa una mostra di opere del pittore e architetto Armando Scaramuzzi sempre sul tema del Cibo nel suo eterno rapporto con la vita.

Dr. Rancilio, la sua iniziativa per l'evento che ha creato insieme al curatore, Arch. Maurizio Cozzi, indica ancora una volta l'importanza del cibo nella nostra cultura, ma qual è secondo lei il ruolo del cibo nella cultura moderna?

Mi piace l'impresa, il nome dice tutto. Credo che il fondatore di Rancilio, mio nonno Roberto, nel realizzare negli anni '20 la sua prima macchina per caffè, abbia pensato la stessa cosa, abbia provato la stessa emozione.
Mi piace l'idea che un uomo, un gruppo di persone, cervelli, mani, bocche, cuori possano stare insieme e realizzare una cosa che prima non c'era. Si può chiamarla arte oppure visione oppure qualunque altra cosa. Si può dire che si traduca in successo o in passione o altro a piacimento di ognuno di noi.
Ma in fondo io ho sempre e solo creduto che sia la vita e quando ho chiesto a Maurizio Cozzi di aiutarmi a realizzare in Officina Rancilio 1926 qualcosa di diverso che insieme toccasse le nostre passioni e desse spazio alle idee,è venuto chiaro un filone che è al tempo stesso una passione e l'essenza di tutti noi: CIBO E VITA.
Il cibo, i bambini, la vita. E poi il riciclo degli avanzi, la vestizione dei prodotti. Forme di impresa, realizzazioni dal nulla, come un quadro, una torta di pane fatta di avanzi, un colore dal melograno, una bottiglia di acqua.
In quest'ottica il cibo acquista una dimensione soprannaturale, ci fa tornare alle nostre radici o alle radici di altri e ci insegna che nelle cose più semplici e vere sta la nostra essenza, il nostro vivere.

Quali sono i valori che secondo lei sono da trasmettere alle nuove generazioni nel rapporto cibo-ambiente e in che modo?

Consumo consapevole, riduzione degli sprechi, stagionalità, filiera corta, spontaneità, curiosità, accoglienza.

Quali sono le motivazioni che hanno spinto la sua azienda a creare uno spazio museale così importante e qual è per lei il messaggio che il rapporto tra arte e cibo trasmette?

Officina Rancilio 1926 è nata dall'idea semplice di far tornare a casa, dove Roberto iniziò negli anni'20, la collezione di macchine per il caffè a marchio Rancilio, insieme ad un volume celebrativo dei primi 75 anni di storia di Rancilio. Non è solo la gemma iniziale, vuole essere qualcosa di più, una Officina dove alcuni filoni di idee dedicati all'innalzamento della qualità della vita trovano casa.
Non intendo il lusso, ma la qualità delle cose nella loro espressione più naturale, come un bambino che impara che il colore non viene dalla plastica ma dalla risorse naturali. E noi dobbiamo sempre puntare a quello, al ritorno alle cose vere.

La ringraziamo per il tempo che ci ha dedicato e complimenti per questa iniziativa gratuita messa a disposizione dei cittadini.
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