Archivio Storico 2011-2017

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Stefano Milanesi

03 Novembre 2011
il poeta dell'Oltrepò...
Se è vero che il Vino è la Poesia della Terra, è altrettanto vero che Stefano è un ottimo poeta del vino ed interprete eccezionale del suo territorio.
Ironico e caparbio produce alcuni veri e propri capolavori enologici, che non sono riconducibili alle perfezioni standardizzate e spesso troppo blasonate che pensano di rappresentare l'obbiettivo della produzione italiana in toto, ma bensì alla personalità ed al carattere di una produzione di nicchia rispettosa di sé, dell'ambiente e di chi il vino poi lo deve bere e trovarne giovamento. Un modo di esprimersi particolare, con la consapevolezza che non tutte le annate sono eccellenti ma che l' uomo può distinguersi per le scelte tecniche anche e forse soprattutto nelle 'normali' dovendo poi stare a guardare inerme, continuando ad impegnarsi al massimo per farsi notare dal ' mondo del vino' (se così possiamo chiamarlo),che nonostante sappia bene dove risieda in frazione Castello a Santa Giuletta (PV), non s'è ancora voluto accorgere di lui.

Da quanto tempo esiste la realtà Milanesi?

Non c'è un anno di fondazione dell' azienda, ma a metà del 1700 esistevano diverse famiglie 'Milanese', poco dopo tramutato in Milanesi, ed una di queste produceva vini particolari e buoni tali da 'innescare' la tradizione che i vicini, anch'essi produttori, trovandoli di eccelsa qualità facevano spesso visita al Milanesi mio antenato per godersi una bottiglia.

Cosa produce?

Vino sano da uve bio.

La sua è un'azienda vinicola a marchio biologico, cosa ne pensa dei cosiddetti vini naturali?

Vini naturali: rispetto per la natura (in campagna), per noi stessi e chi consuma i nostri prodotti, ed il grande rispetto per l' uva e quindi il vino. Non significa certo abbandonare l'uva, il mosto o il vino a se stessi altrimenti l'uomo a cosa serve? L'aceto si fa da solo.

Ci parli dei suoi prodotti più particolari..

Prodotti particolari? quasi tutti.
Parlarvene? ..ah ah! Cin cin e poi mi dite.

Quali sono i problemi e le difficoltà maggiori che deve affrontare un piccolo produttore come lei in questi tempi dove, è vero sì che c'è più possibilità di informarsi e la consapevolezza verso la qualità è aumentata ma, dall'altra parte ci sono vini ad un euro?

Il problema peggiore per me e per chi produce bene qualsiasi prodotto o manufatto è l'ignoranza delle persone che è enorme. Per fortuna molti giovani sono attenti, ma sono sempre una minoranza. D'altra parte c'è chi dovrebbe promuovere il buon prodotto, o almeno quello buono e vero, come le istituzioni, che spesso fanno l'opposto. Poi il grande produttore, che sottostà a certe regole poco chiare e non scritte e viene premiato per questo, e non c'è la volontà o ancora meglio non si vuole proprio, scoprire il territorio attraverso chi ci vive o sopravvive.

La doc non serve così com'è strutturata (parola grossa). Se voglio un prodotto originario di una zona e fatto con quell'uva dichiarata ci sono i mezzi come DNA , isotopi radioattivi ecc.. che sono aborriti dai consorzi o almeno da buona parte di loro, l'importante è mettere tante fascette e specularci.


Degustazione: Bucaneve 2007 - Vino da Tavola Bianco -
Stefano Milanesi

Questo vino nasce da uve Cortese in purezza, vendemmiate tardivamente tra la fine di settembre e l' inizio ottobre in una vigna nel fondo della vallata delle Molle.
All'aspetto si presenta di color giallo ambrato brillante e, dall' apertura della bottiglia, possiamo già intuirne la forte carica aromatica. Un vino inusuale essendo un passito secco.
I profumi sono molto intensi e rimandano al balsamico, alla vaniglia, alla confettura e alla frutta secca.
In bocca è originale, con una potenza alcolica ben marcata che ne conferisce importanza, ma è fine e l'acidità marcata dona freschezza e longevità. Il finale è persistente e sapido.
Lo abbinerei a crostacei alla griglia, formaggi di media stagionatura oppure ottimo anche come vino da meditazione.
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