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Le Etichette Fasulle

06 Ottobre 2014

Quando non ci si può fidare di nulla o quasi

Ai miei pazienti lo dico sempre: dovete imparare a leggere le etichette dei prodotti che comprate. Ingredienti, valori nutrizionali, scadenze e metodi di conservazione sono importantissimi in un mondo dove difficilmente si conosce davvero ciò che di mangia.

Chi sa però davvero come sono fatte queste etichette? Sono attendibili e complete?

Purtroppo la cronaca non dà molte speranze: in Gran Bretagna un’etichetta su tre è risultata essere falsa. In alcuni casi nei cibi sono stati trovati non solo ingredienti non indicati sulla confezione, ma anche nocivi o proibiti.

In Italia purtroppo la situazione non è certo migliore. I NAS hanno riportato un incremento del +431% rispetto al 2012 di etichette false e un aumento del 34% di alimenti contraffatti.

Tra le eccellenze italiane in campo alimentare più colpite da truffe, abbiamo il settore vinicolo con 9.308 tonnellate di vino sequestrate. Seguono nella hit parade dei sequestri 137 tonnellate di produzioni conserviere e 7 tonnellate di prodotti ortofrutticoli,14 tonnellate di olio extravergine d’oliva, 1.050 ettolitri di falso aceto biologico, 12 tonnellate di latte vaccino e di bufala con 64 tonnellate di prodotti lattiero-caseari e 7 tonnellate di pasta. Tra i sequestri si contano anche 36.800 etichette false.

Non sono certo incoraggianti come dati. La sicurezza alimentare non è garantita e questo riguarda sfortunatamente anche il settore dei prodotti biologici, IGP e DOP, anzi maggiormente colpiti da produzioni di falsi e marchi contraffatti.

Purtroppo non ho una soluzione al problema. Non ho un consiglio da dare per aiutarvi a scegliere i prodotti più sicuri o per garantirvi di non incappare in prodotti di scarsa qualità o, peggio, nocivi.

Ognuno di noi ha però un macellaio, un fruttivendolo, un panettiere di fiducia. Meglio affidarsi allora al compaesano che da sempre ci consiglia e con cui ci siamo sempre trovati bene, piuttosto che tentare la sorte in qualche supermercato dove è difficile chiedere consiglio su questo o quel prodotto.

Sorrido mentre penso alla pazienza simpatica del mio macellaio, quando io, nota vegetariana da 23 anni, chiedo consiglio per le bistecche per il mio bambino e ne ottengo sempre gentilezza e una strizzatina d’occhio di intesa.

 

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