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Le malattie rare: La malattia di Crohn

04 Settembre 2013
L’alimentazione giusta per convivere con il morbo
Non è a prima volta che in questa rubrica mi occupo di malattie rare. Già in passato ho trattato l’argomento della MNGIE e del MCS. Questa volta conosceremo meglio il Morbo di Crohn.

Questa malattia prende il nome dal suo scopritore, il dottor Burrill Bernard Crohn, che per primo la identificò nel 1932 e si manifesta con un’infiammazione cronica di un tratto dell’apparato digerente, più facilmente dell’ileo nell’intestino. E’ una malattia autoimmune che può insorgere in qualsiasi età, ma che più facilmente si presenta tra i venti e i trent’anni. Statisticamente se ne trovano dai 4 ai 10 casi ogni 100.000 persone, ma purtroppo i dati dimostrano che l’incidenza sta aumentando.

Una cura vera a propria per questa patologia ancora non si conosce. La sua cronicità la rende non mortale, ma sicuramente difficile da accettare in chi si ritrova a dover convivere con un morbo sempre pronto a “mordere” riacutizzando i sintomi o regredendo.

Avere un’infiammazione cronica dell’apparato digerente significa soffrire di dolori addominali, vomito, dissenteria, disidratazione, febbre, fistole, ostruzioni intestinali, stenosi.
Un quadro davvero poco piacevole per chi è colpito da Crohn.

Trattandosi di un problema del sistema digerente, l’alimentazione occupa un ruolo di primaria importanza nel controllo sintomatologico del morbo.

La prima cosa da scoprire, nel caso di diagnosi di questa malattia, sono le specifiche intolleranze ai cibi che immancabilmente insorgono. Gli alimenti a cui si diviene intolleranti sono ovviamente da evitare, per non correre il rischio di irritare l’intestino e di attivare il sistema immunitario in modo sbagliato.

In secondo luogo, ci sono diversi “rimedi della nonna” che possono tornare utili per gestire il morbo: al mattino un bicchiere di acqua con una spremuta di limone aiuta a disinfettare il sistema digerente e a prepararlo alla giornata.

Due o tre volte alla settimana è consigliabile bere mezzo litro di succo di carota. Il suo potere cicatrizzante e depurativo lo rende un alleato per fegato e intestino, così come il succo di cavolo. Scegliete tra i due quello che vi piace di più e fatelo rientrare nelle vostre nuove abitudini alimentari.

Mangiare lentamente, masticando ogni boccone a lungo permette di alleggerire il lavoro dello stomaco ed è quindi una buona regola da seguire.

L’acqua è sempre importantissima per ogni organismo, sano o non sano. Bere molto è il modo migliore per mantenersi idratati e far funzionare bene il corpo. E’ però buona norma, soprattutto per chi soffre di Crohn, di non bere durante i pasti. Meglio non diluire i succhi gastrici e lasciarli lavorare bene e velocemente per digerire il cibo. Fuori dai pasti invece via libera a più di due litri di acqua al giorno, ma se si riesce, tre o quattro litri fanno ancora meglio.

Veniamo alle rinunce, indispensabili nel caso si abbia il morbo.
Da eliminare dalla dispensa ci sono tutti i cibi “irritanti”: caffè, cioccolato, salumi, fritti, bibite gassate, carni grasse, cereali raffinati, zucchero bianco, latticini.
Da limitare anche le carni rosse, le uova sode e lo zucchero grezzo.
Cosa resta? Ovviamente via libera alle alleate di sempre: frutta e verdure. Mele, ananas e frutti di bosco sono un vero toccasana. I cereali integrali (ad esclusione del grano che è sempre meglio evitare) sono ottimi se mangiati a rotazione. Benvenuti anche tutti i legumi, riducendo solo il consumo di fagioli che favoriscono il meteorismo. Per integrare Omega 3 si consigliano i semi di lino, che tritati e consumati con altri semi (di girasole, di zucca, di sesamo, ecc.) ne forniscono buone quantità.

Ricordo che soprattutto nel caso di patologie legate al sistema digerente, scegliere cibo biologico è sempre una saggia decisione.
Infine l’ultima solita ramanzina: il tabagismo facilita l’insorgenza del Morbo di Crohn. Sicuri che valga la pena di fumare?

Per la foto si ringrazia: http://www.wellsphere.com/wellpage/colonoscopy-crohn-s-disease-pictures
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