Chi ha più o meno la mia età non può non ricordarsi di un gruppo di comici bolognesi che tra gli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso animava programmi in televisioni. Solo per citarne alcuni: l’Araba Fenice, Matrioska, Lupo Solitario, Avanzi.
C’erano tra loro i Gemelli Ruggeri, Syusy Blady e Patrizio Roversi e soprattutto Vito, che faceva la maschera muta e parlava con le sole espressioni del viso.
Stefano Bicocchi, questo il suo vero nome, non è stato solo un talento comico, ma anche apprezzato attore anche in film non propriamente comici. E tra le sue varie qualità c’è anche quella di amare la cucina e il buon cibo.
Tutto questo deriva dalla sua famiglia, da papà Roberto che ha fatto il cuoco di professione e da mamma Paola che è una super esperta di dolci. Verso il 2015 Vito ha deciso di aprire le porte di casa sua e su Gambero Rosso Channel ha preso il via “Vito con i suoi”, un programma dove lui e papà Roberto a casa di Vito a Bologna riproponevano le ricette più cucinate dalla sua famiglia.
Il successo è stato così grande che dalla terza stagione, più o meno, le riprese si sono trasferite a San Giovanni Persiceto, luogo d’origine del nostro, nella cucina dei suoi. Piano piano si è aggiunta anche mamma Paola, che ha vinto la timidezza e non è più rimasta solo dietro le quinte e soprattutto è arrivato Lorenzo, il primo nipote di Vito e dei suoi. Verso la fine della serie si è aggiunta anche Carlotta, che ha fatto sì anche lei come Lorenzo la scuola alberghiera, ma ha detto a nonno Roberto e a suo fratello che preferiva specializzarsi in altro, visto che in famiglia cucinavano già tutti.
Ecco, questo è il cuore del libro “Vito con i suoi”, che non è solo una raccolta delle ricette più gustose di ben tredici stagioni, ma sono le ricette del cuore di ognuno di loro. C’è tanta tradizione in quelle di Roberto, precisione in quelle di Paola, fantasia in quelle del giovane cuoco Lorenzo e in mezzo a loro c’è Vito, collante tra tradizione e modernità.
Amo questo programma, ancora oggi riproposto sul Gambero Rosso, perché ogni puntata era un raccontare di aneddoti della famiglia, dei tempi andati, dei loro ricordi. Una delle puntate più belle è stata quella dove hanno fatto le decorazioni natalizie prima di mettersi a cucinare, imbastendo un albero con le stesse decorazioni che aveva mia nonna e le faceva con me bambina.
Mi sono regalata il libro per Natale perché non è solo una raccolta di ricetta, ma una passeggiata tra i ricordi di una famiglia che ti insegna come la cucina sia la parte integrante del cuore casalingo.
Ci sono i trucchetti di Roberto per fare un ottimo brodo e soprattutto la pasta fresca, i consigli di Paola per i dolci, l’amore di Vito per i piatti più gustosi (ho provato a fare i suoi passatelli: spettacolo) e i piatti di Lorenzo, bellissimi da vedere oltre che da gustare.
Il programma è andato avanti per tredici stagioni, poi Roberto ci ha lasciato e ovviamente le trasmissioni si sono interrotte.
Ma è davvero tenero rivedere le vecchie puntate e soprattutto avere questo libro tra le mani, per provare a riprodurre ricette e ricordare papà Roberto, che ha dedicato la vita alla cucina, ma soprattutto alla sua famiglia.
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