Il Carnevale a Napoli non è solo una festa di colori e maschere, ma un vero e proprio trionfo gastronomico. Il mio ricordo di infanzia legato a questo periodo dell’anno è ricco di profumi, colori e risate. Dai costumi di Carnevale che mia mamma e la vicina di casa, anche lei napoletana doc, che realizzavano per me e mio fratello, con vecchi abiti comprati a Via Sannio, l mercato delle pulci romano, all’odore del ragù che si fondeva con il fritto delle chiacchiere e il migliaccio dolce.
La cucina partenopea durante il Carnevale segue un rituale preciso, fatto di sapori decisi e piatti che non temono le calorie.
La lasagna, ad esempio, è un’esplosione di ingredienti, è il piatto del Martedì Grasso per eccellenza. La preparazione è un vero atto di amore, richiede tempo e pazienza che inizia con la cottura del ragù. La scelta della carne è fondamentale: il lacerto (muscolo di manzo), le tracchiulelle (spuntature di maiale), salsicce a punta di coltello, cotenna di maiale, tutto rosolato in un soffritto di cipolla e lasciate cuocere a pezzi interi, nella salsa di pomodori, per 5/6 ore a fuoco lento.
Mentre il ragù “pippiea” è il momento di preparare le polpettine con carne macinata di manzo e di maiale. Per preparare queste minuscole polpette, che verranno fritte, le manine di un bambino sono perfette, ed ecco qui entravamo in campo io e mio fratello.
Gli altri ingredienti per la vera lasagna napoletana sono la ricotta di pecora, il salame di Secondigliano dolce a fettine, la provola affumicata e il fiordilatte dei Monti Lattari, le uova sode a pezzetti, il parmigiano grattugiato e il pecorino.
La pasta che viene utilizzata per la lasagna napoletana è la lasagna riccia di semola di grano duro, quella con i bordi ondulati, come vuole la tradizione. Viene sbollentata, messa ad asciugare su un canovaccio di lino e poi disposta in un teglia irrorata di sugo. Si procederà alla preparazione a strati, alternando sugo, fiordilatte, provola, ricotta, salame, uova, polpettine e i formaggi grattugiati. L’ultimo strato deve essere solo pasta coperta da abbondante ragù e una generosa spolverata di parmigiano per creare la crosticina croccante. Si inforna a 180° per 30-40 minuti.
Consiglio fondamentale: una volta sfornata la lasagna deve riposare almeno 30 minuti, per permettere un taglio perfetto. Il vino in abbinamento a questo piatto godurioso, che rappresenta a pieno lo spirito carnevalesco, è il Gragnano della Penisola Sorrentina. Un vino rosso frizzante, tradizionale, servito fresco, la sua naturale effervescenza e la nota di ciliegia, sgrassano il palato dalla lasagna. E’ un vino, conviviale, allegro e verace come il Carnevale.
Altra ricetta tipica del Carnevale napoletano è il migliaccio, un dolce a base di semolino, ricotta di pecora, scorza di arancia, limone, liquore Strega, zucchero, uova. Viene cotto in forno e una volta cotto viene servito a fette vicino al sanguinaccio. Il nome deriva dal miglio, un cereale povero usato anticamente al posto del semolino di grano. Era il dolce dei contadini, in quanto molto sostanzioso e poteva mantenersi fuori dal frigo per un paio di giorni.
Il sanguinaccio è la crema al cioccolato fondente densa e profumata di cannella, arricchita di scorzette di cedro. Il nome è un retaggio storico, in quanto sino al 1992, per realizzarlo si usava il sangue di maiale che conferiva a questa crema una nota acidula e ferrosa. Ora viene realizzato esclusivamente con il cacao amaro e cioccolato fondente, zucchero, latte intero, amido di mais, cannella, vaniglia, scorzette di cedro. A Napoli, il sanguinaccio non si mangia con il cucchiaino, ma con i savoiardi, che vengono intinti nella tazza di sanguinaccio.
E per finire le chiacchiere, che sono il pilastro croccante del Carnevale Napoletano. Le vere chiacchiere devono essere leggere come l’aria, piene di bolle e così friabili da esplodere al primo morso. Gli ingredienti sono gli stessi delle frappe o delle bugie delle altre regioni, ma le chiacchiere napoletane oltre alla farina 00, lo zucchero, le uova, prevedono lo strutto che è il segreto della friabilità, vino bianco e la buccia di limone grattugiata. La chiacchiera napoletana si sposa perfettamente con un bicchierino di liquore Strega o limoncello.
Il Carnevale Il Carnevale a Napoli non è solo una festa di colori e maschere, ma un vero e proprio trionfo gastronomico. Il mio ricordo di infanzia legato a questo periodo dell’anno è ricco di profumi, colori e risate. Dai costumi di Carnevale che mia mamma e la vicina di casa, anche lei napoletana doc, che realizzavano per me e mio fratello, con vecchi abiti comprati a Via Sannio, l mercato delle pulci romano, all’odore del ragù che si fondeva con il fritto delle chiacchiere e il migliaccio dolce.
La cucina partenopea durante il Carnevale segue un rituale preciso, fatto di sapori decisi e piatti che non temono le calorie.
La lasagna, ad esempio, è un’esplosione di ingredienti, è il piatto del Martedì Grasso per eccellenza. La preparazione è un vero atto di amore, richiede tempo e pazienza che inizia con la cottura del ragù. La scelta della carne è fondamentale: il lacerto (muscolo di manzo), le tracchiulelle (spuntature di maiale), salsicce a punta di coltello, cotenna di maiale, tutto rosolato in un soffritto di cipolla e lasciate cuocere a pezzi interi, nella salsa di pomodori, per 5/6 ore a fuoco lento.
Mentre il ragù “pippiea” è il momento di preparare le polpettine con carne macinata di manzo e di maiale. Per preparare queste minuscole polpette, che verranno fritte, le manine di un bambino sono perfette, ed ecco qui entravamo in campo io e mio fratello.
Gli altri ingredienti per la vera lasagna napoletana sono la ricotta di pecora, il salame di Secondigliano dolce a fettine, la provola affumicata e il fiordilatte dei Monti Lattari, le uova sode a pezzetti, il parmigiano grattugiato e il pecorino.
La pasta che viene utilizzata per la lasagna napoletana è la lasagna riccia di semola di grano duro, quella con i bordi ondulati, come vuole la tradizione. Viene sbollentata, messa ad asciugare su un canovaccio di lino e poi disposta in un teglia irrorata di sugo. Si procederà alla preparazione a strati, alternando sugo, fiordilatte, provola, ricotta, salame, uova, polpettine e i formaggi grattugiati. L’ultimo strato deve essere solo pasta coperta da abbondante ragù e una generosa spolverata di parmigiano per creare la crosticina croccante. Si inforna a 180° per 30-40 minuti.
Consiglio fondamentale: una volta sfornata la lasagna deve riposare almeno 30 minuti, per permettere un taglio perfetto. Il vino in abbinamento a questo piatto godurioso, che rappresenta a pieno lo spirito carnevalesco, è il Gragnano della Penisola Sorrentina. Un vino rosso frizzante, tradizionale, servito fresco, la sua naturale effervescenza e la nota di ciliegia, sgrassano il palato dalla lasagna. E’ un vino, conviviale, allegro e verace come il Carnevale.
Altra ricetta tipica del Carnevale napoletano è il migliaccio, un dolce a base di semolino, ricotta di pecora, scorza di arancia, limone, liquore Strega, zucchero, uova. Viene cotto in forno e una volta cotto viene servito a fette vicino al sanguinaccio. Il nome deriva dal miglio, un cereale povero usato anticamente al posto del semolino di grano. Era il dolce dei contadini, in quanto molto sostanzioso e poteva mantenersi fuori dal frigo per un paio di giorni.
Il sanguinaccio è la crema al cioccolato fondente densa e profumata di cannella, arricchita di scorzette di cedro. Il nome è un retaggio storico, in quanto sino al 1992, per realizzarlo si usava il sangue di maiale che conferiva a questa crema una nota acidula e ferrosa. Ora viene realizzato esclusivamente con il cacao amaro e cioccolato fondente, zucchero, latte intero, amido di mais, cannella, vaniglia, scorzette di cedro. A Napoli, il sanguinaccio non si mangia con il cucchiaino, ma con i savoiardi, che vengono intinti nella tazza di sanguinaccio.
E per finire le chiacchiere, che sono il pilastro croccante del Carnevale Napoletano. Le vere chiacchiere devono essere leggere come l’aria, piene di bolle e così friabili da esplodere al primo morso. Gli ingredienti sono gli stessi delle frappe o delle bugie delle altre regioni, ma le chiacchiere napoletane oltre alla farina 00, lo zucchero, le uova, prevedono lo strutto che è il segreto della friabilità, vino bianco e la buccia di limone grattugiata. La chiacchiera napoletana si sposa perfettamente con un bicchierino di liquore Strega o limoncello.
Il Carnevale Partenopeo non è solo una festa per il palato, ma un rito collettivo che trasforma le cucine in laboratori di gioia. Tra il profumo agrumato e confortante del migliaccio, la croccantezza delle chiacchiere, l’abbraccio godurioso del sanguinaccio e il trionfo dei sapori della lasagna napoletana, a Napoli il Carnevale è una promessa di felicità.
Partenopeo non è solo una festa per il palato, ma un rito collettivo che trasforma le cucine in laboratori di gioia. Tra il profumo agrumato e confortante del migliaccio, la croccantezza delle chiacchiere, l’abbraccio godurioso del sanguinaccio e il trionfo dei sapori della lasagna napoletana, a Napoli il Carnevale è una promessa di felicità.
-
Il Carnevale a Napoli non è solo una festa di colori e maschere, ma un vero e proprio trionfo gastronomico. Il mio ricordo di infanzia legato a questo periodo dell’anno è ricco di profumi, colori e risate. Dai costumi di Carnevale che mia mamma e la vicina di casa…
-
Il caffè è una delle bevande più famose al mondo e non per nulla è oggetto di premi e di riconoscimenti. Uno di questi è il Premio Ernesto Illy International Coffee Award, che si è svolto…
-
Per la celebrazione del 364° anniversario della mortadella Bologna IGP, si è svolto presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma, nell’area Foodpolis della Festa del Cinema di Roma, il Mortadella Day, l’evento che ha celebrato il legame tra la mortadella e il cinema italiano…
-
La sesta edizione di ROMA BACCALA’, la manifestazione dedicata al baccalà e allo stoccafisso. Questa edizione è stata dedicata al Giubileo e il filo conduttore è stato…
-
L’espresso rappresenta l’eccellenza italiana. Non solo una bevanda corroborante e sensoriale, ma sociale. Prendere un caffè diventa un’occasione di incontro, un modo per socializzare, o fare una pausa. Giuseppe Lavazza, Presidente del Comitato Italiano del Caffè, conferma che…
-
Si è svolta a Roma, presso la sede della Confcommercio Imprese per l’Italia, la conferenza stampa di presentazione della ventiduesima edizione di Pane Nostrum, la manifestazione dedicata all’Arte bianca che si svolgerà a Senigallia nei giorni 26-27-28 settembre 2025, presso il Foro Annonario…
-
La cena si è svolta con un alternarsi di ricette della Monaca Jeong Kwan come il Pyogo, funghi pyogo brasati nello sciroppo di riso e il pasto tradizionale del Tempio…
-
Alessandro Giuffrè, patron e Mastro Gelatiere dell’omonima gelateria, approfittando del soggiorno romano di Giovanna Musumeci, Mastro Gelatiera pluripremiata, che è stata ospite della trasmissione GEO su RAI 3, ha organizzato…
-
Sabato 10 maggio dalle ore 13 alle ore 20 è tornata la seconda edizione di “Quartiere Vino Pigneto”, la degustazione itinerante tra le vie del quartiere più colorato di Roma, dedicata ai vini al naturale…
-
Giovedì 27 marzo 2025, a Roma, presso la Gelateria Giuffrè di Alessandro Giuffrè, Maestro Gelatiere, si è svolta l’open day degli Artisti del Gelato e Agrimontana…
-
Lo scopo della manifestazione è quello di far conoscere, tutelare e divulgare l’importanza del bere di qualità, comunicando le strategie che portino a sensibilizzare i giovani ed i neofiti, al consumo consapevole del vino, soprattutto in un momento così particolare…
-
Panettone Maximo è una festa del palato che celebra ogni anno il panettone artigianale italiano, il dolce natalizio più amato nel mondo…
-
Se ami l’atmosfera natalizia e preferisci dedicarti con cura e attenzione ai regali, questo è il momento per recarti da Eataly…
-
Al grido di “ANNAMOCE TUTTI”, Il Tevere Day sarà una festa per tutti con innumerevoli eventi promossi da 200 associazioni territoriali, enti e federazioni sportive…
-
Lo scorso 16 luglio 2024, presso la sede della Confcooperative di Roma, è stata presentata alla stampa, la 5a Edizione della Guida “Terrazze Gourmet” – Roma 2024/25, edita dalla casa editrice indipendente…



-1024x681.jpg)










