Oggi vi racconto qualcosa di me. Dovete sapere che vivo in una casa zeppa di libri, cucina compresa. Proprio così, ho ben due scaffali di libri. Di cucina? Anche, ma non solo. Facendo ordine, qualche giorno fa, mi sono resa conto che i libri di ricette sono diminuiti in favore dei libri sulla storia della cucina e di altre sue particolarità. Come la cucina nel folklore, nelle tradizioni popolari, nella storia della chiesa.
Ho così deciso di parlarvi, di tanto in tanto, di qualche libro che mi è caro, oppure curioso, o anche divertente.
Oggi vi parlo di un libro meraviglioso della nostra Laura Rangoni: “Mangiar da streghe”. Si tratta di un libro della fine degli anni Novanta, purtroppo ora di difficile reperibilità, ma se doveste imbattervi in questo piccolo libro bianco su qualche bancarella o in mercatini vi consiglio di investire pochi euro per comprarlo e portare nella vostra casa un bel ricordo di Laura nella materia che le era più congeniale: cibo e folklore.
Il piccolo saggio si apre con una premessa, un excursus sulla storia della nascita della figura della strega per arrivare poi alle persecuzioni di cui tutti abbiamo sentito parlare. Si entra poi nel vivo dell’argomento parlando del “cibo del diavolo”, specificando come il cibo e il vino avessero avuto una parte importante nei sabba, in un periodo nel quale la gente poteva soffrire molto la fame e quindi il mangiare diventava qualcosa di desiderato, di auspicato, qualcosa che poteva anche portare con sé connotati magici.
E poi si parte con le ricette, dalle zuppe agli sciroppi per fare innamorare le persone.
Anche l’indice è strutturato in maniera divertente: è diviso in sezioni, ognuna con un titolo ad hoc, presi dalle frasi trovate nelle trascrizioni dei verbali dei processi contro le streghe. Per esempio “Le acciughe degli adepti di Satana” per parlare di salse con le acciughe, “Si mettevano ai crocicchi e qui ballavano, mangiavano e bevevano” per descrivere vini speziati e aromatizzati, “E ballavano e mangiarono lì una bella vacca” per le ricette di carne.
Ogni sezione di ricette è preceduta da qualche riga che spiega il perché del nome e, tanto per autocitarci un momento, c’è anche “Cavolo del Diavolo ed erbe della Madonna”. Come mai questo titolo? Partiamo da una tradizione della Garfagnana, dove l’erba della Madonna veniva usata per aromatizzare i cibi, mentre il povero cavolo nero veniva considerato il cibo del demonio. Perché? Non si sa, però aveva questa nomea, dimostrando in questo modo come certe superstizioni possono costare caro. In questo caso era solo il non mangiare una pianta, in altri casi si finiva sul rogo.
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Dopo tre anni di utilizzo della friggitrice ad aria, ho pensato di tirare alcune somme. Posto che per me rimane sempre una gran bella comodità, ci sono comunque dei cibi che è meglio non cucinare nella friggitrice…
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Non so a voi, ma a me i primi freddi portano una grandissima voglia di dolci. Ma non di quelli complessi da preparare, quelli semplici che puoi prepararti mentre si scalda l’acqua per il tuo tea…
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n piatto che non si può assolutamente mancare di assaggiare se si passeggia per le vie del Ghetto è la concia di zucchine. Di solito viene servita fredda assieme a una focaccia caldissima…
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Cosa c’è di meglio che preparare una cena romantica con la nostra friggitrice ad aria calda? Proprio così, si possono preparare piatti deliziosi con piccoli accorgimenti…
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Una delle cose che mi viene chiesta più spesso riguarda come pulire la friggitrice ad aria, ovviamente sia il cestello estraibile che la parte fissa. E questa è una cosa davvero importante perché è fondamentale mantenerla in buone condizioni per un perfetto funzionamento…
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