Oggi ci concentriamo sulla vitamina E, o meglio dire il tocoferolo o ancora meglio i tocoferoli. Nome greco che è tutto un programma in quanto significa letteralmente “favorente la nascita”. È stata così chiamata in quanto i primi ricercatori avevano notato che, se la somministravano in femmine di ratto che ne erano carenti, la nascita dei topolini era in qualche modo più facile e più sicura. Negli anni poi sempre più studi hanno evidenziato questo aspetto.

Risulta poi fondamentale per combattere lo stress ossidativo, quello stesso stress di cui abbiamo parlato in altri articoli e quello stesso stress che dobbiamo ricordare può colpire, a proposito della gravidanza, sia l’impianto che lo sviluppo iniziale dell’embrione responsabile di una gravidanza di successo.

Abbiamo detto proprio all’inizio che non si tratta di una sola vitamina anche se poi se per semplicità le riassumiamo tutte sotto il nome collettivo di “vitamina E”.  Si tratta in verità di otto composti molto simili che cambiano fondamentalmente per il tipo di legame e la quantità di legami presenti. Biologicamente l’alfa-tocoferolo è la molecola “più potente” anche se le altre sono comunque funzionali.

Riguardo la scoperta possiamo dire due cose. La prima è che è stata chiamata vitamina E in quanto semplicemente perché scoperta dopo la D e che se è pur vero che è stata scoperta nel 1938, come spesso è successo per le vitamine, l’importanza per l’uomo è stata accertata solo alla fine degli anni 60.

Quindi mentre gran parte dei nostri genitori o di noi stessi cresceva, ancora non si sapeva l’importanza di questa vitamina per gli esseri umani.

Abbiamo capito che funziona per la gravidanza, come antiossidante, aggiungiamo anche che favorisce il colesterolo buono e che, in parte proprio per l’attività antiossidante, previene molte problematiche cardiovascolari. Sempre come antiossidante mantiene elastici i tessuti della pelle e mantiene l’elasticità mentale prevenendo l’invecchiamento fisico e mentale.

Una piccola manna dal cielo. A questo punto ci staremmo chiedendo come assumerla. Allora è fondamentale dire due cose.

La prima è che la Vitamina E è liposolubile, viene assorbita nell’intestino assieme ai grassi alimentari ed è immagazzinato nel fegato. Che significano queste informazioni. Una cosa importantissima che abbiamo già accennato in altri articoli. Se è liposolubile e si immagazzina nel fegato significa che non degrada rapidamente e che dal fegato può essere rilasciata al bisogno. Una banca della vitamina che vista l’abitudine italiana ad utilizzare olio d’oliva (ricco in vitamina E) risulta sufficiente e fa sì che il deficit di vitamina E sia abbastanza raro nel nostro Paese. Poi si potrebbe parlare di presenza di vitamina E nell’olio spremuto a freddo e non ma qui deviamo dall’articolo.

Quindi aiuta per la fertilità (anche maschile), antiossidante, previene problemi cardiaci e legati al colesterolo, rallenta l’invecchiamento e si trova nell’olio di oliva che tutti i giorni utilizziamo nei nostri pasti. In un mondo che corre, stressa, la vitamina E ci ricorda che proteggere le nostre cellule è il primo passo per preservare il nostro tempo.

Foto di Louis Hansel su Unsplash

 

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Davide Renzi, classe 1979, medico giramondo per tre continenti fino alla nascita della figlia, si occupa da anni di informazione ed educazione sanitaria come si è occupato per anni anche di prevenzione e di medicina del lavoro. Perfettamente conscio che una corretta informazione non è sufficiente, è altrettanto sicuro che senza di questa tutto il resto difficilmente si può costruire. Crede che complesso non significa necessariamente difficile, mal digerisce i tecnicismi non necessari ed è convinto che se conosci bene un argomento, trovi sempre il modo di spiegarlo.
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