Da quando mi sono trasferita in Portogallo ogni giorno è una scoperta, o meglio, una riscoperta, di riti, usanze, saperi contadini a volte banali e semplici, ma efficacemente evocativi di un universo che, in Italia, se non proprio scomparso, si è fortemente ristretto e ripiegato su se stesso.
Nel cuore dell’Alentejo il mondo rurale è ancora vivo e pulsante, e mi ricorda parte del Bel Paese del secondo dopoguerra. In particolare, mi colpisce sempre la serena bellezza dei bovini al pascolo.
Più volte abbiamo ribadito, su questa testata, l’importanza dell’allevamento non intensivo degli animali di cui ci cibiamo, per cui non starò a tediarvi ulteriormente.

Banalmente, se l’animale vive e cresce sano, la sua carne sarà più buona e salutare.

Spesso i nostri discorsi sono rimasti inviti e belle parole, poiché il pascolo brado, in Italia, è sovente riservato a poche razze pregiate, come la Chianina, giusto per fare un esempio.


Ovviamente, se pretendiamo di pagare pochi euro per la nostra bistecca, inevitabilmente dovremo acquistare carne proveniente da animali stabulati al chiuso, che vengono nutriti con alimenti non adatti e che spesso mancano dei basilari requisiti del benessere animale.

Tutto ciò si riflette sulla qualità scadente della carne che mangiamo.

Me ne sono resa conto proprio qui, acquistando prodotti locali. E mi sono anche orribilmente resa conto di come i nostri palati siano ormai assuefatti a sapori “non buoni”, o a mancanza di sapori, a consistenze sbagliate, a muscolature sfibrate o insufficienti.
La carne buona, la bistecca che va masticata a lungo e che avvolge con il suo sapore unico, viene da mucche libere, che si nutrono di ciò che trovano in prati polifiti. Ovvero, da mucche felici.
La loro salute è la nostra salute. Cerchiamo di ricordarcelo…

Laura Rangoni

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E’ il direttore responsabile e la proprietaria del sito. Laureata in Lettere presso l’Università degli Studi di Milano, giornalista, iscritta all’ASA (Associazione Stampa Agroalimentare), degustatore ONAV e sommelier, è tra i più diffusi autori italiani contemporanei di cucina, studiosa di tradizioni popolari e ricercatrice di storia dell’alimentazione e della gastronomia, con, al suo attivo, un centinaio di pubblicazioni, tra saggistica e manualistica per editori quali Giunti, Mursia, Newton & Compton, De Vecchi, Xenia, ecc. Per anni ha scritto su un quotidiano a diffusione nazionale e su numerose riviste di settore. È presidente del CeSTAEG (Centro Studi Tradizioni Alimentari Eno Gastronomiche). Ragazza madre di undici gatti, vive sui Colli Bolognesi coltivando orto, rose, piante officinali e cucinando tagliatelle per gli amici. Se volete saperne di più visitate il blog: www.casarangoni.it o il sito: www.laurarangoni.com URL del sito web: http://www.laurarangoni.com
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