Siamo tornati…

Le riviste, come la nostra, hanno vita propria, ma risentono degli amori e degli umori di chi le pensa.

Sono creature sensibili, e, a volte si ammalano. Cavolo Verde si è ammalato quando mi sono ammalata io, ed ha cessato le pubblicazioni quando mi è venuta meno la forza di accudirlo con devozione e costanza, come ho fatto dal 2011 in poi.

Ma la cosa che più amo, del mio settimanale, è che è una unione di menti e di senti-menti.

Alcuni autori mi sono stati vicini, a prescindere dal fatto che non fossi più il loro direttore. Ed è grazie alla loro amicizia, alla loro forza, alla loro perseveranza che siamo guariti, Cavolo Verde ed io, e ora torniamo on line.

Come sempre, quando si esce da una burrasca, si è diversi da quando vi si è entrati.

Cavolo Verde sarà diverso. Non più una rivista scritta dai lettori per i lettori, ma un settimanale indipendente, che non si compra, un luogo dove esprimere idee, anche scomode. Soprattutto scomode, al di fuori delle mode.

Un terreno di confronto tra modi di pensare che vuole stimolare il lettore a crearsi una sua personale visione non solo del mondo del cibo, ma dell’intero universo che ci circonda. Quell’universo del quale, come scriveva Ungaretti, noi siamo “docili fibre”.

Quindi, amici lettori, benvenuti in questo nuovo viaggio…