Presentazione
Sono ore che scavo con la mia cazzuola inglese nel morbido terreno nerastro e sabbioso a un passo dalla sponda del fiume azzurro, il Ticino. Ecco, ormai ci siamo: questa bella tomba golasecchiana l'ho disegnata e fotografata, direi che è il momento di togliere il coperchio in pietra e vedere cosa conserva all'interno. Dopo quasi tremila anni, il primo a rimetterci lo zampino sono... io!
Più che ai fornelli e con la penna mi diletto con cazzuola e scopino. Non sono un cuoco né uno scrittore, ma sono bravissimo a ripescare roba ammuffita e stantia dalle tombe cercando poi di riportarla in vita. Mi esalto davanti ai sedimenti di birra conservati in un bicchiere golasecchiano trovato nei pressi di Pombia, nel Novarese. Davanti a queste cose la mia immaginazione vola: che gusto aveva quella birra torbida e affumicata così diversa (anni luce diversa!) dalle nostre? E chissà a gustarla adesso assieme ai biscotti al miele e farina di farro trovati in un'altra tomba, stavolta tedesca e un po' più tarda, ma pur sempre scaduti da duemila anni? Un azzardo anche per i più coraggiosi... E a me certo il coraggio non manca. In questi tempi culturalmente cupi - altro che medioevo! - continuo imperterrito a far ricerca, scavo, studio, sperimentazione, ricostruzione archeologica, archeologia sperimentale. E poi mostre, conferenze, pubblicazioni un po' dappertutto, spesso assieme ad una studiosa d'eccezione, la mia socia Elena, su e giù per la penisola e a volte anche nel vicino Ticino svizzero, indua mudestament a cugnosi ben la parlada!. Ad esempio, posso raccontarvi le millenarie origini della birra mentre vi faccio assaporare da un corno potorio dell'ottimo idromele prodotto da me, oppure spiegarvi come conservavano le carni gli antichi Celti, con che strumenti cacciavano e come cucinavano. Qualcos'altro? Beh, potremmo andare sul difficile con "Sidh. La collina della pace. Sacralità di una tomba principesca celtica" o "Il Cinghiale. La forza e la conoscenza", oppure rimanendo legati al cibo, lo sapete che il vino prodotto dai Celti era nettamente migliore di quello tanto decantato dei Romani o dei Greci? E di quella "leccornia" romana chiamata garum vogliamo parlarne?
Se volete posso anche insegnarvi a lavorare l'argilla come un antico vasaio, a tirare con l'arco storico o a usare la spada in combattimento, oppure preferite un bel torneo di antichi giochi di forza delle Highlands scozzesi?
Archeologo ma non solo dunque, gli studi con lode all'Accademia di Belle Arti di Brera e l'attività artistica parallela mi consentono di raccontarvi la storia a parole ma anche di farvela rivivere attraverso disegni e illustrazioni.
Come e cosa cucinavano i nostri avi sono argomenti che conosco nella teoria ma ai fornelli preferisco lasciare qualcun altro: almeno scongiuro il rischio di mettere in tavola piatti appena sfornati ma del tutto identici per aspetto, consistenza e sapore a quelli che ripesco dagli strati archeologici. Meglio, vero?
Di tutte queste avventurose scoperte e studi - sempre con la fedele socia - si narra e racconta su KeltoiRadio (www.keltoiradio.org) nella nostra trasmissione "ArcheoStorie" o quando capita anche in qualche programma tv, alzando corni o pinte ricolmi di idromele o birra prima e dopo, rito al quale non ci separiamo mai, reminescenza di un passato che ancora vive ben radicato nelle nostre anime.
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