, 4/8/2010 - Le anomale condizioni ambientali hanno causato una crisi nel mercato russo visto che le previsioni indicano un raccolto di grano inferiore rispetto allo scorso anno.
Tra i fattori principali che hanno contribuito al recente aumento nei prezzi del grano, vi è la crisi del mercato russo a causa delle anomale condizioni ambientali. Le previsioni indicano che il raccolto di grano in Russia potrebbe essere inferiore alle 70 milioni di tonnellate, il raccolto di frumento potrebbe scendere intorno alle 47 milioni di tonnellate rispetto alle 62 del 2009. Allo stesso modo, le esportazioni di frumento potrebbero scendere sino a 9.5 Mt rispetto alle 18.2 Mt raggiunte nel 2009/10.
Inoltre, si calcola che circa 10 milioni di ettari di campi di frumento russo sarebbero andati distrutti a causa della siccità causata dal caldo record di quest'anno, la peggiore degli ultimi 130 anni, con incendi devastanti per le zone boschive che contribuiscono a peggiorare la già difficile situazione del paese. In 23 regioni è stato dichiarato lo stato di emergenza e le stime indicano che il prolungato periodo di siccità avrebbe compromesso circa un quinto dei terreni agricoli russi.
In Ucraina, si stima che il raccolto di grano dovrebbe diminuire dalle 21 alle 18 milioni di tonnellate.
La diminuzione delle forniture provenienti dalla regione del Mar Nero dovrebbe essere colmata da Stati Uniti e Australia, anche se fonti dell'industria cerealicola statunitense segnalano che la produzione di frumento negli USA sarà inferiore a quella dei due anni precedenti a causa di una superficie di coltivazione minore (- 17%), sebbene il mercato sia fondamentalmente ancora stabile, grazie ad un alto livello di scorte per la campagna dell’anno corrente.
In Europa, fonti del settore industriale indicano che in Francia un terzo del frumento sarebbe già stato raccolto, con una produzione inferiore del 10% rispetto al 2009. In Germania, dove nei Lander meridionali sta per iniziare la raccolta, le produzioni di frumento dovrebbero essere del 10-20% più basse rispetto alle previsioni. Lo stesso vale per la Polonia, il terzo produttore europeo di cereali, dove si stima che il raccolto subirà perdite per circa 25.1-26.1 milioni di tonnellate a causa delle condizioni atmosferiche variabili, con un calo del 10% rispetto al 2009.
Commentando la recente volatilità dei prezzi del grano nell'Unione europea, il gruppo lobbistico Copa-Cogeca ha dichiarato che il fenomeno sarebbe il sintomo di una disfunzione del mercato e che occorre rivalutare i suoi meccanismi di funzionamento per il futuro. Paul Temple, Presidente del gruppo lobbistico Cereal working party, ha sottolineato che la preoccupante volatilità dei prezzi inizia a diventare un problema per la catena di approvvigionamento dei beni di prima necessità.
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