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Aceto balsamico, contraffatto il 25%. (218)

Danni per 60 milioni di euro

, 1/8/2010  - Il fenomeno analizzato a Roma in un convegno sulla pirateria in ambito agroalimentare
Corsini (Consorzio Modena Dop): «Più chiarezza sul disciplinare»
di Felicia Buonomo
MODENA. Su 100 milioni di litri di aceto balsamico Dop e Igp prodotto ogni anno, il 25% risulta contraffatto causando un danno economico di 60 milioni di euro. È quanto emerso ieri, presso il Ministero delle politiche agricole in occasione del convegno sulla cosiddetta agropirateria.

In 10 anni il fenomeno della contraffazione complessiva del made in Italy è aumentato del 950 per cento e del 608 per cento per i prodotti sequestrati, un quadro in cui l'Aceto Balsamico gioca un ruolo rilevante. Basti pensare che negli Stati Uniti è la terza denominazione più imitata dopo il Parmigiano Reggiano e il Pecorino Romano.

L'Aceto balsamico di Modena esporta il 75% dei 90 milioni di litri prodotti, registrando la percentuale più elevata tra tutti i prodotti agroalimentari tipici italiani; quanto alle altre due Dop, invece, la produzione non supera i 10 mila litri, anch'essi in gran parte esportati.

L'obiettivo dei Consorzi è salvaguardare il mercato, chiarendo quali sono i limiti per l'utilizzo della parola balsamico e quali gli strumenti per farli valere. Il modello a cui guardano è quello del Consorzio Parmigiano Reggiano ricordato dal presidente Leo Bertozzi, presente al convegno, che, dopo anni, ha ottenuto nel 2008 una sentenza dalla Corte di giustizia europea contro l'uso dellal'impegno delle denominazione "Parmesan" utilizzato da una produttore tedesco.

I consorzi organizzatori dell'iniziativa (Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop e Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia Dop e Aceto Balsamico di Modena Igp), in rappresentanza di oltre 300 produttori per le due Dop e circa 80 per l'Igp, hanno chiesto di poter fare chiarezza una volta per tutte sulla qualità e sui disciplinari da rispettare per potersi fregiare di tali denominazioni.

E pare che la soddisfazione tra gli addetti ai lavori, sia percepibile.

«È stata fatta chiarezza - afferma Enrico Corsini, presidente del Consorzio dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop - da parte del ministero. Ovvero i prodotti Dop e Igp, potranno essere commercializzati solo come Dop e Igp. Insomma nessun prodotto generico».
Una battaglia da combattere, dunque, in difesa di un patrimonio culturale, dell'immagine del Made in Italy nel mondo e di un settore economico che fattura ogni anno oltre 8 miliardi di euro ed esporta quasi 2 miliardi di euro, dando lavoro tra attività dirette e indotto, a più di 300 mila persone.

È su tali presupposti che il Consorzio dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop, è già pronto, ad attivarsi per controllare che le regole siano rispettate.

Per l'aceto balsamico tradizionale di Modena, infatti, esiste un consorzio che svolge funzioni di vigilanza.

«Il nostro consorzio attualmente svolge la funzione di vigilanza - conclude il presidente Enrico Corsini - pertanto siamo già pronti a controllare che i prodotti abbiano la giusta denominazione».

http://gazzettadimodena.gelocal.it/dettaglio/aceto-balsamico-contraffatto-il-25-danni-per-per-60-milioni/2168817 

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