, 20/7/2010 - E’ il titolo dell’ultimo libro di Loredana Limone scrittrice gastronomica, un libro di racconti leggero e divertente scandito da brevi storie legate a ricette gastronomiche.
Un menu è buono da gustare. Ovvio. E da scrivere? Sì, anche. Perché ogni piatto – dall’antipasto al dolce – se potesse parlare avrebbe delle storie da raccontare. Come quelle narrate in questo libro che abbina racconti e ricette: un binomio gustosissimo. Si comincia con un negroni sbagliato e una bionda maliarda, e si finisce con un vassoio di cenci, come li chiamano i fiorentini, ma che in realtà sono (solo) le chiacchiere di una specie d’amore. Passando per un bel piatto di linguine alle vongole consumato con ingordigia alla faccia del fidanzato fedifrago, e uno pieno degli sfrigolanti involtini di una meritata cenetta d’addio. O da una profumata bouillabaisse, preludio di un cruento fatto di cronaca nera: vera. Verginità tardiva consumata con pesce spada alla griglia non può essere seguita che da una macedonia afrodisiaca. Ma prima qualche bicchiere: Vermentino bianco dai riflessi dorati o Rossese color rubino brillante per rigiocare a quel gioco di Bacco, proibito e mai dimenticato. E per rinfrescare il palato, un gelato. Al limone, naturalmente. Nomen omen. Un libro di racconti leggero e divertente scandito da brevi storie legate a ricette gastronomiche. Un viaggio segnato da incontri bizzarri, personaggi simpatici accompagnati da note che profumano di cucina. Il volume di Loredana Limone è edito da Cult Editore, Firenze
http://www.aiol.it/contenuti/percorsi-culturali/arti/letteratura/volevo-essere-un-grande-chef