Archivio Storico 2011-2017

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Il finocchio, il grumolo buono.

25 Gennaio 2011
Al giorno d’oggi i finocchi sono considerati una verdura “antica”, che va scomparendo.
Infatti, questa verdura era conosciutissima dalle nostre nonne, che prima ancora di imparare a coltivarlo lo cercavano nei prati, dove tuttora si può trovare il cugino selvatico di questo ortaggio.
Ad oggi, il finocchio viene coltivato per sviluppare il grumolo carnoso, tuttavia le caratteristiche della specie selvatica vengono mantenute nella specie coltivata.
La pianta, dall’aroma caratteristico, è assai modesta, in quanto costituita da una serie di fusti esili e morbidi con foglie quasi aghiformi e i fiori a ombrello, gialli e poco appariscenti. Chi non ha solide conoscenze nel ramo delle erbe, si astenga dal cercarlo. Infatti, una pianta che assomiglia molto al finocchio selvatico è la letale cicuta, i cui fiori sono però bianchi. Se volete comunque provare a raccoglierlo allo stato selvatico, fatevi accompagnare da una persona competente.
Dai fiori, in autunno, si possono ricavare i semi, molto utilizzati per aromatizzare dolci e liquori medicati. Il finocchio, sia coltivato che selvatico, è digestivo, gastroprotettore, rinfrescante e depurativo. Il suo consumo regolare allevia il mal di stomaco, e preserva l’integrità della mucosa gastrica prevenendo disturbi come ulcera o colite. Un infuso fatto con i semi è utile per contrastare l’alitosi provocata da cattiva digestione. Inoltre, in caso di diete povere di liquidi, è un eccellente rimedio contro aerofagia e meteorismo, e allevia i disturbi provocati dalle coliche intestinali La sua azione protettiva sull’apparato gastrointestinale è data dalla presenza di un particolare olio essenziale, l’anetolo, che è anche responsabile del caratteristico aroma.
Tuttavia, la presenza di questa sostanza rende il consumo di questo ortaggio sconsigliato ai cardiopatici, agli ipertesi e agli epilettici. Infatti, il sovradosaggio di anetolo può provocare convulsioni. Questo dimostra la parentela con la cicuta.
Infine, il finocchio è un potente diuretico, e consumato crudo aiuta a combattere la ritenzione idrica, il ristagno dei liquidi nei tessuti, il gonfiore localizzato e la famigerata cellulite.
Il finocchio è, nei regimi ipocalorici, la verdura meno calorica in assoluto, contiene infatti solo
9 Kcal per ogni 100 gr di prodotto. A livello nutrizionale è ricco di vitamine A e C, nonché di sali minerali quali calcio, fosforo, sodio e potassio. Questo lo rende anche un blando ricostituente.
E’ una verdura dalla stagionalità molto lunga, inoltre è facilissima da coltivare. Questo perché, essendo un ortaggio rustico e resistente, può essere piantato più volte nel corso dell’anno e dare fino a 3 raccolti. Si deve solo aver cura di concimare bene il terreno, e di innaffiarlo regolarmente. Infatti, allo stato selvatico, il finocchio cresce spesso ai bordi dei corsi d’acqua, dove il terreno è umido e fertile.
Attualmente, le varietà presenti sul mercato sono il Tondo di Siracusa, il Gigante di Napoli e il Dolce di Firenze. Queste tre varietà sono definite tipo dulce, in quanto sono coltivate per il grumolo carnoso. Un’altra varietà, la savitum, è coltivata specificatamente per la produzione dei semi, ed è molto simile alla specie selvatica.
Il grumolo si può consumare crudo in pinzimonio, ma anche gratinato o saltato in padella.
Le foglie e i germogli possono essere consumati in insalata, in zuppe e in minestroni, ma anche per aromatizzare brodi e piatti di carne. A volte vengono utilizzati al posto dell’aneto per i piatti a base di pesce.
I semi sono forse la parte più utilizzata di questo ortaggio. Oltre a consentire la preparazione di liquori digestivi, di dolci e di confetti (i famosi confettini da battesimo….) i semi di finocchio possono essere usati nella panificazione, come ad esempio nella preparazione di alcune varietà di pane siciliano, o nella focaccia ai semi di finocchio tipica del levante ligure.
Sono inoltre utilissimi alle donne in gravidanza, o che hanno appena partorito. Infatti, il vino medicato ai semi di finocchio può favorire la montata lattea, mentre delle compresse tiepide di semi di finocchio possono fluidificare il latte nei seni e prevenire la mastite.
Si suggerisce tuttavia di non eccedere nel consumo di questo particolare vino, poiché potrebbe dare al latte un sapore caratteristico e particolare, non sempre gradito ai neonati.
Vediamo adesso una ricetta che utilizza il finocchio come aroma.
Zuppa di lumachine di mare.
- 700 gr di lumachine di mare (anche surgelate)
- 3 spicchi d’aglio
- 7 pomodorini maturi (varietà ciliegino o pachino)
- 5 rametti di finocchio fresco
- 1 bicchiere di vino bianco secco
- olio d’oliva q.b.
- prezzemolo q.b.
- peperoncino q.b.
- sale q.b.

Fate bollire le lumachine in abbondante acqua assieme al finocchio, fino a che non iniziano ad uscire dal guscio, quindi scolatele.
Fate rosolare l’aglio tritato con l’olio d’oliva, e quando l’aglio sarà appassito unite le lumachine. Cuocete a fiamma moderata per 5 minuti. Sfumate con il vino, unite i pomodori spezzettati, il sale, il peperoncino e abbondante prezzemolo tritato.
Fate cuocere altri venti minuti, quindi servite calda accompagnata da crostoni di pane abbrustolito e sfregato con l’aglio.

Ecco invece una ricetta fresca e dietetica, ottima soprattutto in estate, che vede il finocchio come protagonista.

Finocchi allo Yogurt.
- 2 grossi finocchi
- 1 cetriolo
- 500 gr di yogurt bianco
- olio d’oliva q.b.
- sale q.b.

Tagliate i finocchi e il cetriolo in fettine sottili. In una pirofila stendete uno strato di yogurt, uno di finocchio e uno di cetriolo, alternandoli in questo modo fino a che non avrete esaurito gli ingredienti. Condite con sale e un giro d’olio d’oliva, quindi fate riposare in frigo fino al momento di servire. E’ ottimo accompagnato da fette di pane integrale.

Poiché per avere una buona resa è necessario un appezzamento di terreno piuttosto grande, si sconsiglia la coltivazione diretta in mancanza di un orto o di un giardino. Provvedete invece a far scorta di questa verdura presso un buon fruttivendolo, sfruttando soprattutto la lunga disponibilità di questo ortaggio. Ci guadagnerà la varietà dell’alimentazione, e anche la linea.
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