Archivio Storico 2011-2017

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Il vino in terracotta sui Colli Bolognesi

03 Agosto 2013
Succede a Corte d’Aibo
Corte d’Aibo si trova sui colli bolognesi, all’interno del Parco Regionale dell’Abbazia di Monteveglio.
Zona vocata a livello vitivinicolo già nel ‘500, il podere d’Aibo fu acquistato negli anni '80 da un gruppo di viticoltori che iniziarono un lungo lavoro di recupero dei vigneti e di creazione, nell’ambito del caseggiato esistente, della cantina, di un agriturismo con camere e un ristorante. Negli anni si è deciso di completare l’offerta con altri servizi: due orti gestiti da un’associazione per il recupero delle persone svantaggiate e i cui prodotti agricoli vengono utilizzati dal ristorante, il biolago e la scuola di cucina.

Vero esempio di azienda agricola multifunzionale, l’attività principale rimane quella di produzione di vino, con la precisa volontà di creare cultura con visite ai vigneti, alla cantina e alle degustazione vini.

Da anni la vinificazione dell’ampia gamma dei vini avviene sia in vasche di acciaio che in botti di rovere, con uve solo provenienti dai vigneti di proprietà. Dal 1991 l’azienda è certificata A.I.A.B (Associazione Italiana Agricoltura Biologica) e prosegue la ricerca di nuovi metodi di produzione e conservazione e da alcuni anni sta sperimentando la vinificazione e l’affinamento in orci di terracotta.

Mario Pirondini, socio e cantiniere, ha iniziato a studiare il mondo complesso della vinificazione in anfora e a sperimentare questa nuova tecnica dalla vendemmia 2012, proponendo, a giugno di quest’anno, un vino, a base di uve cabernet sauvignon, senza solfiti, con una parte di fermentazione avvenuta in orci di terracotta.
La conservazione del vino in anfora risale a tempi molto antichi. Josko Gravner e Angiolino Maule sono stati i precursori e sperimentatori di questa nuova tipologia di affinamento, la strada è poi stata seguita da altri produttori proprio a causa della curiosità del risultato che la fermentazione e l’affinamento del vino in tali contenitori poteva generare.

Le anfore attuali, di terracotta, vengono sigillate ermeticamente, lasciate grezze al loro interno oppure, in alternativa, avvolte con cera d’api in modo da evitare perdite e il fenomeno dell’ossidazione.

La terracotta utilizzata da Corte d’Aibo è quella di Impruneta, gli orci rimangono a vista ed esposti in uno spazio della cantina vicino alle barrique, ancora utilizzate per affinare alcuni vini quali il Riserva, l’Orfeo, prodotto da uve di cabernet sauvignon. Gli orci utilizzati da Corte d’Aibo hanno una capienza dai 2 ai 5 ettolitri, ogni singola anfora è avvolta, al suo interno, da cera d’api e sigillata con un coperchio in terracotta.

Corte d’Aibo è la cantina dei colli colognesi che ha maggior disponibilità di orci (14 totali tra grandi e piccoli) e una produzione di circa 4000 bottiglie di questo vino, cabernet sauvignon doc, senza solfiti aggiunti.
La degustazione mi ha stupita: rispetto allo stesso vino senza solfiti si presenta molto più rotondo, caldo, avvolgente, con lieve sentore di spezie (probabilmente rilasciate dalla terracotta).
Il risultato è un vino estremamente elegante e fresco.

CORTE D’AIBO
Via Marzatore, 15
40050 Monteveglio (Bo)
Tel. 051832583
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www.cortedaibo.it
Visite guidate ai vigneti, alla cantina solo su prenotazione.
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