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Cronaca autoironica di una serata indimenticabile

28 Marzo 2013
Con lo chef Bruno Barbieri al Berberè
Il grande giorno è arrivato, stasera si va a Castel Maggiore. A che fare, vi chiederete? Ma come, non ve l'ho detto? Oh, scusate, mi sono dimenticata di avvisarvi. Stasera al ristorante Berberè incontrerò lo chef Bruno Barbieri. È un'occasione unica per conoscere uno dei protagonisti del fortunato programma Masterchef.
Bruno Barbieri si è ormai trasferito a Londra dove ha aperto il Ristorante Cotidie, un punto di riferimento per i buongustai che si recano nella capitale inglese.

Non è stato semplice trovare posto. Dopo poche ore i tavoli erano già esauriti. Ma io non mi arrendo facilmente. Ho mandato una mail specificando che avrei accettato anche posti in piedi. Avranno pensato “Questa è proprio matta!” Sarà stato il mio spirito di adattamento o, forse, la mia “chiara fama di giornalista enogastronomica” a colpirli? Mah! Sta di fatto che, come per incanto, si materializzano due posti nel tavolo attorno al bancone. Naturalmente li ho subito prenotati, per me e Loris, mio marito.

Chiacchierando amabilmente al telefono con la nostra direttrice ho capito che le sarebbe piaciuto molto partecipare all'evento. Conosce Bruno da vent'anni, molto prima che diventasse così famoso. “Perché non vieni tu al posto di Loris? A lui non interessa più di tanto, sarebbe venuto solo per accompagnarmi!” “Benissimo, che bello, grazie!” Laura è entusiasta e io felicissima. E così, in due secondi abbiamo fatto fuori il consorte. Passerà la serata con la suocera, ma lui non lo sa. Sono proprio una vipera!

Ecco tutto è pronto per la partenza. Ho finalmente trovato un libro di ricette di Bruno da far autografare mentre per lui ho preparato un piccolo dono “home made”, qualcosa che ha a che fare con il suo famoso Mappazzone. Il pomeriggio l'ho dedicato al restauro: parrucchiere, manicure e trucco. “Loooris” urlo “mi aiuti a chiudere la lampo del vestito, per favore?” “Arrivo, ma stai calma. Devi andare a cena, mica a un incontro galante! Sei bellissima, abbondante ma carina.” Ah, gli occhi dell'amore! “Vai, vai e divertiti. Ti ho programmato anche il navigatore, così non ti perdi. E stai attenta, soprattutto al ritorno, non bere troppo, comportati bene, non esagerare con l'entusiasmo. Ricordati che sei una signora!”
Finite le raccomandazioni maritali, cominciano quelle materne, ma a quelle sono abituata da tanti anni. Ho quasi 63 anni, ma, si sa, per le mamme le figlie non sono mai abbastanza adulte.
Ecco, sono partita, andrà tutto bene, ne sono sicura.

Sono passate tre settimane e il mio racconto della serata con Bruno Barbieri è rimasto così, come lo avevo iniziato. Perché? Non lo so di preciso, è stato un insieme di circostanze. Già un paio di giorni dopo sul Cavolo Verde è apparso l'articolo di Laura; preciso, professionale, ben fatto. E io, mi sono chiesta, cosa posso scrivere di più di quella bella serata? Dal punto di vista gastronomico potrei aggiungere ben poco. Lasciamo decantare un po' le cose. Mi concentrerò sull'aspetto umano di questo incontro, sulle persone, più che su quello che abbiamo mangiato. Così ho lasciato passare i giorni e le settimane. Qualche giorno fa Laura ha richiamato le sue cavoline: “Ragazze, allora mi mandate qualcosa?” Così eccomi qui a finire il mio lavoro, ho meditato abbastanza, credo.

Entriamo nel piccolo locale, è già quasi pieno. Il tavolo attorno al bancone è proprio piccolo e, soprattutto, daremo le spalle alla sala. Va bene, starò in piedi, in fondo è quello che avevo chiesto. Tiro il collo per cercare di intravedere lo chef dietro i vetri della cucina, mi avvicino con la fotocamera per rubare qualche immagine. Vengo brutalmente allontanata, non si può. “Lei non sa chi sono io” vorrei sibilare, ma mi trattengo e torno mogia mogia al mio tavolino. Entra Bruno, applausi a scena aperta. Fosse entrato Raul Bova non avrebbe avuto la stessa accoglienza. Si avvicina al bancone, sale e comincia a parlare, lì davanti a noi, a mezzo metro di distanza, che fortuna! All'improvviso il posticino tanto vituperato diventa la prima fila a teatro.

Dei piatti e degli abbinamenti con i vini vi ha già parlato Laura. Raffinati, ma incredibilmente semplici. Gli ingredienti, di qualità eccezionale, sono lavorati il meno possibile proprio per non togliere nulla alla loro freschezza ed esaltare il loro sapore e profumo. Avocado e scampi crudi, acqua di pomodoro e capasanta, quadrucci in brodo di conchiglie fino ai bocconcini di cervo e frappè di patate si avvicendano senza fretta dando la possibilità di gustarli con calma, senza l'ansia del tempo tiranno. Dulcis in fundo ci servono un dessert bello da guardare e squisito da assaporare; il croccante cannolo alle mandorle appoggiato sul frullato di pere e cannella si spezza al primo morso rivelando un morbido ripieno di ricotta.

Mi guardo intorno e subito mi prende un dubbio: ma tutte queste persone e io stessa perché siamo qui? Per la cucina straordinaria di Bruno o solo per lui come personaggio pubblico? Se non avesse fatto il giudice di Masterchef, davvero saremmo tutti qui, in una serata di febbraio e dopo una giornata di lavoro ad aspettare che lui esca a salutare e a fare foto? A qualcuno importa davvero di lui, della sua vita, comprende la sua stanchezza nel fare la spola tra Londra e l'Italia per stare qui a nostra disposizione? Io per prima ammetto il mio peccato. Sono qui perché lui è Bruno Barbieri, quello di Masterchef! Mi dispiace ammetterlo, ma è così. Rigiro il libro tra le mani, non ho più il coraggio di avvicinarmi. Alla fine vado. Lui, gentilissimo, si fa fotografare con me, autografa il libro e accetta benevolmente il mio regalo. Chissà se l'avrà letto?

Laura mi dice: “ Non andiamo via subito, aspettiamo un po', magari avrà voglia di fare due chiacchiere prima della partenza”. Una signora e suo marito lo trattengono per lunghi minuti. Bruno è molto educato e altrettanto riservato. È un uomo gentile che sorride a tutti, ma che sembra non vedere l'ora di andarsene per stare con chi gli vuole bene davvero e lo ama semplicemente perché è Bruno, l'uomo, non lo chef stellato che tutti desiderano incontrare. Non vorrei essere fraintesa. Qualcuno potrà dire che se non avesse voluto tutta questa popolarità, avrebbe potuto rimanere nel suo ristorante e non andare in televisione. Questo è vero, ma quando si comincia non si pensa come possa andare a finire e tocca a noi, i suoi ammiratori, il compito di essere discreti e rispettosi.

In quel momento, però, ero troppo presa dalla voglia di parlargli, farmi fotografare, pavoneggiarmi con gli amici del Fan Club per capire che bisognava lasciarlo in pace. In fondo avevo già avuto il mio momento con lui. Così faccio un terribile errore. Gli chiedo se posso avere anch'io il suo numero di telefono. Imperdonabile! Ma dove hai la testa Roberta, come ti è venuto in mente di fargli una richiesta così privata. Chi credi di essere? Mi guarda, sorride e mi dice semplicemente “no”. “È un no?” Chiedo con un filo di voce. “È un no!” Ripete sempre sorridendo. Ebbene, miei cari, ho ricevuto un bel no da Bruno Barbieri, come tanti a Masterchef. Forse, però, è stato meglio così. La tentazione di chiamarlo sarebbe stata troppo grande e adesso penso che quel no, pur bruciando ancora, sia stata la risposta giusta.

La serata è finita, è il momento del ritorno. Sono preoccupata perché ho bevuto un po' e la Polizia Stradale non perdona. Laura mi rassicura: “Ma no, tranquilla, non fermano le signore anziane!” Ecco, questa mi mancava, l'umiliazione subita non era sufficiente. Adesso mi prendo anche della vecchiotta. D'accordo sono nonna, ma, insomma faccio ancora la mia bella “figurètta”, con la E aperta, alla milanese, mi raccomando.

Ebbene, cara Laura, ti devo dire una cosa; saranno state le due, ero a pochi chilometri da casa e i Carabinieri mi hanno fermata. Dopo aver controllato i documenti mi hanno lasciata proseguire. Però mi hai messo un dubbio: Che io sia davvero un tipo sospetto?
primi sui motori con e-max.it
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