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Enoarte, dipingere con il vino…

16 Luglio 2016

Intervista a Elisabetta Rogai e la sua EnoArte sul marmo

Per Elisabetta Rogai è un progetto che nasce da una riflessione sul ruolo dell'arte contemporanea nel rispondere a problemi globali e sociali quali la sicurezza alimentare ed energetica, la dispersione e la tutela dell'ambiente. 

Il «bere insieme», come cita la Rogai, nell’antica Grecia implicava l’ideadi un’uguaglianza che era uno dei valori che caratterizzava la pratica,  si beveva “tra uguali”.

Per cui un compito a cui l’artista adempie non solo attraverso parole che stimolano ad una maggiore consapevolezza, ma anche con un'azione concreta in favore dello sviluppo sostenibile. Ed è quello che l’artista effettua ogni giorno, con tocco gentile ma fermo, da sempre, e maggiormente oggi, compatibile alla linea guida di Expo e con il Comune di Siena che l’ha fortemente voluta per dipingere anche con il vino del territorio senese il Drappellone del Palio dell’Assunta, il 16 agosto 2015.

L’artista che inaugura il 16 luglio una sua personale alla Galleria Open One di Pietrasanta vuole porgere, con la sua nuova “scoperta” d’arte, Enoarte su Marmo bianco di Carrara, un omaggio al marmo e ai cavatori, alla zona fortemente lapidea di tradizione, con grande rispetto per i caduti del marmo, infatti è il vino come prodotto della terra il fil rouge che collega le opere dell’artista in mostra, usando il marmo come “tela d’artista” e il vino come colore per dipingere, abbinandoli come messaggio d’arte, come idea della memoria e del ricordo, che lega ogni persona alle proprie origini e tradizioni, intesa come unico strumento di conoscenza che l’uomo ha a disposizione, in quanto rende ciascun individuo consapevole delle proprie esperienze passate e solo così pronto ad affrontare quelle presenti e quelle future.

La personale di Elisabetta Rogai comprende diversi ambiti della vita umana e diverse discipline,dove il tema è il vino nelle sue mille sfaccettature, dall'arte figurativa e concettuale, per passare attraverso le percezioni sensoriali di oggetti (foulard/pashmnine e caftani ricavati dalle stampe dei suoi quadri, la tecnologia di T.A.D. Design, l’oreficeria di Simone Mencherini), fino ad arrivare ai sapori di Forme d’Arte, i pecorini toscani personalizzati dalle sue etichette con il vino.

“Una mostra di racconto, composita, con il vino come tema – osserva la Rogai - che si sviluppa attraverso un linguaggio ad elevato impattoemozionale, usando una inedita tela d’artista, invece del canvas o tela jeans, ho cominciato ad usare il marmo….bianco, a volte questo candore quasi sgomenta….”

Parole leggere, quelle della Rogai, ma contenuti importanti, la sensazione unica e sensuale data dal bianco, il non colore, morbido e unico nella sua concezione glamour, incontri di culture diverse per un progetto di estrosa fantasia, EnoArte sul marmo, pensato e non banale, e su tutto il concetto stesso del progetto espresso nel marchio, un dipinto leggero, la magia di rendere leggera la pesantezza del marmo, farlo sembrare un battito d’ali rubato al vento, il non colore del vino che emoziona, leggero e iconico, il presente che narra il passato, la fantasia che ruba suggestioni  ad un mondo fatto di civiltà a cui guardare, confrontarsi, apprendere.

Come dice la Rogai Forse ha ragione Nietzsche, forse la storia è davvero un eterno ritorno dell’eguale. Da noi, un ettaro di terra, produce 1989 euro di valore aggiunto: ottocento euro in più della Francia, il doppio di Spagna e Francia, il triplo dell’Inghilterra.

Intervista di Elisabetta Rogai, Pietrasanta, Galleria Open One, 16 luglio ore 19,00

 

www.elisabettarogai.it

www.openone.it

press. cristina vannuzzi

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