Chi non ha mai visto film nei quali, dopo una cena al ristorante cinese, il protagonista apre un biscotto della fortuna e legge un messaggio che gli migliora la vita?

Quasi tutti, vero?

Bene, invece quello che quasi tutti non sanno è che i biscotti cinesi della fortuna non solo sono di origine giapponese, ma in Cina non sanno neppure cosa siano.
Non è uno scherzo, questi biscottini non esistono sul territorio cinese.

E allora come mai vengono chiamati in questo modo? La storia è abbastanza curiosa. Agli inizi del Novecento alcuni immigrati cinesi in California decisero di creare una specie di dolcetto, ispirandosi però a una sorta di gallette giapponesi.

Quindi prima rivelazione: i biscotti cinesi in realtà sono di origine giapponese e infatti nel Paese del Sol Levante si possono trovare questa specie di gallette schiacciate, nel cui interno vi sono bigliettini ben auguranti.

Ma andiamo avanti.

Abbiamo detto che furono gli immigrati cinesi in America a creare questo dessert. Ma pare che il primo a produrli fu il giapponese Makoto Hagiwara a San Francisco attorno al 1890, nella panetteria Benkyodo.

Allora è a lui che bisogna far risalire tutto? Pare di no.

Qualche anno dopo, attorno al 1918, fu addirittura un europeo, David Jung, ad affermare che i biscotti della fortuna erano un’invenzione della sua famiglia, fondatrice della Hong Kong Noodles Company di Los Angeles.

Chi aveva ragione? Non si saprà mai, anche perché sono cose che si perdono nella notte dei tempi, quindi questa controversia rimarrà probabilmente senza soluzione.

Certo è che alcuni recenti studi hanno portato alla luce l’esistenza di alcune particolari griglie che nell’Ottocento in Giappone venivano utilizzate per creare questi dolci.

Fu durante la seconda guerra mondiale, comunque, che i biscotti della fortuna iniziarono ad essere serviti nei ristoranti cinesi in America, e proprio da lì iniziò la loro fortuna come dolcetti di origine cinese.

Perché alla fine bisogna riconoscere che, a prescindere da chi li ha inventati, sono stati i cinesi a portarli alla ribalta ed è indubbio che ad oggi se parli di “biscotto della fortunaˮ vengono in mente subito quelli serviti nei ristornati cinesi, anche in Italia.

Provate a chiedere una galletta giapponese, probabilmente vi guarderebbero tutti in modo strano.

Una curiosità: questi biscotti furono introdotti ad Hong Kong solo nel 1989 e venduti come i “veri biscotti della fortuna americaniˮ.

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Maria Benedetta Errigo da anni fa finta di essere una seria giornalista di politica e attualità, infatti potete trovarla qua e là in giro per il web con articoli impegnati o approfondimenti culturali.Di tanto in tanto pubblica libri horror, tanto per rilassarsi. La sua vera passione, però, è il cibo, infatti le piace tantissimo mangiare oltre che cucinare, e il mondo che ruota attorno alle dinamiche sociali che si instaurano quando qualcuno mangia bene e in compagnia. Vive a Roma e scrive quando i suoi due gatti le lasciano il posto, scendendo dalla tastiera.
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